SPECIALE: I numeri dei Vaccini (di Fabio D’Angelo)


La prima fonte.

Nei giorni passati girava nelle chat un documento che si è presentato veramente interessante. Si tratta di un modulo di consenso Informato con note ed appunti.

Anche se i redattori del lavoro hanno indicato dei riferimenti in modo parziale, comunque sono saltati ai nostri occhi alcuni passaggi numerici importanti, anche se questi ultimi non avevano i riferimenti originali.

La seconda fonte.

I numeri sono apparsi comunque talmente importanti che era doveroso cercarne la fonte diretta e così è stata trovata nel seguente link:

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejmoa2034577

Si tratta della pubblicazione ufficiale nel The New England Journal of Medicine, avvenuta il 10 dicembre del 2020, dei risultati del famoso Trail clinico n. C4591001. Questo è il codice della sperimentazione clinica per la medicina anti Covid ad mrna prodotta da Pfizer.

Qui trovate il relativo documento in pdf:

https://www.sigg.it/wp-content/uploads/2020/12/Safety-and-efficacy-of-the-NEJM-2020.pdf

La sperimentazione clinica sarebbe stata svolta in diversi paesi del mondo dal 27 luglio 2020 al 14 novembre dello stesso anno. I paesi risulterebbero essere gli Stati Uniti, 130 siti; l’Argentina, 1 sito; il Brasile, 2 siti; Sudafrica, 4 siti; Germania, 6 siti; Turchia, 9 siti, nella fase 2/3 del processo.

L’autorizzazione dell’immissione in commercio del medicinale Pfizer rilasciata dall’Aifa con Determina n.154 del 23 dicembre 2020, si sarebbe basata infatti su questa sperimentazione, chiamata appunto di riferimento.

Quali sono i numeri?

Pfizer, quindi avrebbe somministrato il suo farmaco BNT162B2 ad una popolazione di 17.411, mentre a 17.511 sarebbe stato somministrato il placebo con soluzione salina.

Fra i medicalizzati con doppia dose, ci sarebbero stati 8 casi di contagio da malattia covid-19, mentre fra la popolazione a cui è stata somministrato il placebo, ci sarebbero stati 162 contagi. Se si svolge un un rapido calcolo, l’incidenza della malattia sui medicalizzati è dello 0,459%, mentre sulla popolazione con placebo dello 0,925% (8/17411×100=0,459%; 162/17511×100=0,925). Ciò si tradurrebbe nel fatto che su 100.000 persone, 46 sarebbero state contagiate fra quelle medicalizzate e 925 fra quelle non medicalizzate.

Attenzione però, lo 0,459%, cioè i 46 contagiati su 100.000 risulta essere stati con doppia dose, quindi medicalizzati in modo completo.

Cosa succede a coloro che hanno avuto una sola puntura?

In questo caso ci viene in aiuto ciò che sta avvenendo in Alto Adige ed il seguente articolo ci fa capire cosa succede a coloro che fanno la prima dose:

https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cronaca/2021/06/30/covid-in-alto-adige-1.559-positivi-dopo-il-vaccino-_58210cc5-1639-4673-9631-6dca24757789.html

In Alto Adige, ci dice l’ansa che sarebbero state medicalizzate 265.000 persone con una dose, di esse ben 1559 sarebbero state contagiate ugualmente. Se questi dati sono reali, ciò si traduce in 588 persone con singolo medicinale che sono contagiate, sempre su 100.000, a fronte di 46 che deriverebbe dalla sperimentazione di riferimento della Pfizer con le 17.411 persone con dosi complete (doppia dose).

Al momento la situazione quale è?

Per portare la situazione al momento attuale sarebbe necessario calcolare la differenza fra i 925 contagiati con placebo ed i 588 contagiati con singola dose. Si potrebbe arrivare, così al risultato odierno con una differenza di 337 persone per cui con una dose si evita il contagio.

Quindi?

In parole povere l’incidenza dei malati  covid-19 sulla popolazione mondiale secondo Pfizer sarebbe dello 0,925%, meno dell’1%. Ribadiamo che questa percentuale deriva da una sperimentazione randomizzata ufficiale, su cui si basano le famose agenzie regolatrici e diventa un dato previsionale.

Se sottraiamo lo 0,925 allo 0,588% si arriva al risultato dello 0,337%, che rappresenta il miglioramento dell’intervento medicale ad una dose rispetto ad una popolazione non trattata.

Fin qui sembra che effettivamente i benefici possano essere maggiori dei rischi.

Dividendo lo 0,925 allo 0,588, potremmo sapere che una persona non medicalizzata ha l’1,57 volte di probabilità in più di contagiarsi rispetto ad una persona medicalizzata.

Dalla divisione fra lo 0,588 e lo 0,925 (0,588/0,925=0,635) verrebbe fuori che il medicinale Pfizer ha una efficacia reale del 36% (dicasi trentasei percento) alla prima dose.

Ma, cosa incide negativamente sul medicinale sperimentale?


Lo studio retrospettivo sulle cure domiciliari pubblicato:

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/06/11/covid-curare-precocemente-a-domicilio-puo-evitare-ospedale_f1fd5b62-2f2d-4fbc-ba99-c39b26c6233b.html

avrebbe appurato che l’80% dei pazienti curati a casa con le terapie domiciliari precoci eviterebbero l’ospedalizzazione all’80% dei pazienti. Ciò vuol dire che sottraendo l’80% allo 0,337% si arriverebbe al risultato di contagiati dell’ 0,12%, pari a 120 contagiati su 100.000.

Sappiamo che, dai dati pubblicati dal Corriere della sera : Covid, qual è il rischio di morte oggi? Ecco i dati e il confronto con l’influenza | Milena Gabanelli – Corriere.it ,da marzo 2020 ad agosto sarebbero morti il 16,37% degli ospedalizzati con covid-19 (28,9+15,3+4,9=49,10/3=16,37%) , che su 120 persone contagiate corrisponderebbe a 20 morti probabilmente salvati.

Il medicinale Pfizer quanti morti procura realmente?

Dal quinto rapporto Aifa, Layout 1 (aifa.gov.it), sembre di sapre che le punture totali sono state  32.429.611×68,7% (pfizer)=22.279.143, i casi avversi sarebebro stati 66.258×71,8% (Pfizer)=47.573, dei quali il 10% sarebbero gravi (mortali). cioè 4.757 di Pfizer. Che divisi per 22.279.143/100.000=222,79, ci darebbe il risultato finale di 21 morti reali ogni 100.000, con una dose.

Conclusione.

Dai numeri sopra, sembrerebbe veramente che la Covid-19 uccida meno dello Pfizer ad una dose, comunque i rischi ed i benefici si potrebbero ritenere a pareggio 21 su 20. Se però, si aggiunge a sfavore della medicina Pfizer il fatto che la prima dose causerebbe la nascita di una nuova malattia chiamata variante (Delta), certamente sembra effettivamente che il bilancio propenda verso i rischi alla prima dose. Se ciò risultasse esatto, i rischi sarebbero consistenti nei confronti del medicinale BNT162B2 della Pfizer.

(Fabio D’Angelo, redattore per www.informareh24.it)

Trovate l’articolo anche qui:

https://www.informareh24.it/2021/07/02/i-numeri-sui-vaccini/

 

        

 

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