Accadde Oggi: 11 gennaio 1913 nasceva a Catania Concetto Gallo, eroe del separatismo siciliano

(Immagine grafica di copertina: Monica Tomasello)

11 gennaio 2022 – di Mirko Stefio

Un giorno come oggi 11 gennaio 1913 a catania nasceva Concetto Gallo. La Sicilia delle persone libere ricorda la figura del mitico comandante dell’EVIS.

Figlio dell’avvocato Salvatore Gallo Poggi. Nell’agosto 1943 partecipò alla costituzione del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia, di cui presto divenne uno dei leader, capofila, insieme a Antonio Canepa, di chi sosteneva la lotta armata clandestina.

Concetto Gallo Comizio del MIS in Piazza Politeama a Palermo

Fu uno dei leader più popolari dell’indipendentismo Siciliano, soprattutto negli anni più “caldi”, che furono quelli che andavano dal 1943 al 1946. Dedicando la propria vita alla causa indipendentista, aveva lasciato alle sue spalle una vita ricca di successi sportivi e di importantissime relazioni sociali. Come indipendentista, fece una buona esperienza di dirigente della Lega Giovanile Separatista.

Gallo, nel 1945, aveva 32 anni, un fisico atletico, possedeva fama di uomo coraggioso e leale. Godeva della fiducia sia  dei vecchi e sia dei giovani separatisti. Soltanto Varvaro lo detestava, perché avrebbe preferito il ritorno alla legalità del MIS.

Morto Canepa, nell’agosto del 1945 fu messo a capo dell’EVIS, il cosiddetto esercito volontario indipendentista Siciliano, con lo pseudonimo di Secondo Turri. Fu alle sue dipendenze quindi il detto “bandito” Salvatore Giuliano che nominò tenente colonnello dell’EVIS.

Salvatore Giuliano

Ricordare Concetto Gallo significa ricordare gli anni della lotta per la liberazione del popolo siciliano, quando lo Stato “italidiota” fu costretto ad arrendersi e a concedere, di corsa, l’Autonomia alla Sicilia.

Con Concetto Gallo l’EVIS diventò operativo e ingaggiò diversi combattimenti con le Forze Armate Italiane che, in quel periodo, appoggiavano le Forze di Polizia e i Carabinieri nell’opera di una drastica repressione delle proteste popolari, delle forze guerrigliere e dei loro sostenitori e nei confronti del movimento indipendentista guidato innanzi tutto da Andrea Finocchiaro Aprile, ma anche da Antonino Varvaro, da Attilio Castrogiovanni e da altri personaggi di grande statura morale e politica.

Il 29 dicembre 1945 fu arrestato dopo uno scontro a fuoco con i Carabinieri.

Quando nel giugno 1946 fu eletto deputato all’Assemblea Costituente nelle liste del MIS, fu scarcerato il 1º luglio.
Nel settembre 1946 fu richiesta l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti come “responsabile di insurrezione armata nei confronti dello Stato”, per l’omicidio di un sottufficiale dei Carabinieri e il ferimento di altri militi dell’Arma. La Camera concesse l’autorizzazione, ma negò l’arresto.

Nell’aprile 1947 fu eletto deputato all’Assemblea regionale siciliana. Nel 1951 si ricandidò con il MIS all’Ars ma non fu rieletto.

La battaglia per la quale Concetto Gallo entrò nel mito fu quella ingaggiata sulle alture della contrada Santo Mauro, nei pressi di Caltagirone, quando contro il campo dell’EVIS furono mobilitati circa tremila soldati dotati anche di armi pesanti. Con “Secondo Turri” in quel momento vi erano soltanto una cinquantina di combattenti dell’EVIS. Per il coraggio e l’audacia dimostrato in quella battaglia Gallo fu soprannominato “u liuni di Santu Mauru” (il leone di San Mauro).

Dopo avere opposto per alcune ore una eroica resistenza e avere tenuto a debita distanza i militari italiani, Concetto Gallo capì che la disparità di mezzi, l’uso dei cannoni e delle mitragliatrici e la schiacciante superiorità di uomini delle truppe che erano agli ordini del generale Fiumara avrebbero avuto comunque la meglio. Decise quindi di tentare di salvare i suoi giovani guerriglieri, aprendo loro una via di fuga, e di sacrificarsi per tutti soltanto lui che peraltro aveva la capacità di tenere impegnato il nemico finché avesse avuto vita, dando il tempo ai suoi di defilarsi a poco a poco.

Al suo fianco però restarono due guerriglieri che gli avevano disubbidito e che vollero condividerne come sempre le sorti. Il piano riuscì al meglio. Anche se vi furono morti e feriti da entrambe le parti, anche se Concetto Gallo fu catturato e anche se il campo di Santo Mauro fu smantellato, resta il fatto che moralmente e politicamente i giovani dell’EVIS furono considerati i vincitori di quella battaglia. Tanto più che quegli stessi giovani avrebbero continuato a lottare per l’Indipendenza della Sicilia.

Nella sparatoria che si verificò, ci fu una vittima, l’Appuntato dei Carabinieri Giovanni Cappello di Santa Croce Camerina. Ma non fu il mitra di Concetto Gallo ad ucciderlo, perché i suoi proiettili erano di calibro 8,8, mentre il colpo fatale risultò all’autopsia di calibro 6,5, che era quello dei moschetti dei Carabinieri.

Vista perduta la partita, Concetto Gallo tentò il suicidio, ma la bomba a mano, che dopo averne tolta la spoletta egli aveva scagliato ai suoi piedi, non esplose.

In quella circostanza morì, a seguito delle ferite riportate, e per le difficoltà di trovare adeguate cure mediche, il giovane guerrigliero palermitano Raffaele Di Liberto. Concetto Gallo e i suoi ultimi due compagni d’armi, feriti, furono catturati e imprigionati.

Ricordiamo gli uomini di valore, ricordiamo i nostri Martiri della libertà!

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