Biden latra… il resto lo accompagna

13 dicembre 2021 – di Vincenzo Mannello

“Se Mosca invade l’Ucraina la pagherà cara”…

In uno dei momenti in cui non è appisolata, la marionetta di Obama si è lasciata andare ad un effluvio di minacce contro la Russia, rea di essere in procinto di attaccare ed invadere Kiev con la scusa del Donbas.

Questa filippica di Biden, durante la riunione dei  ministri degli esteri del G7, è stata integralmente ripresa e fatta propria dai servi USA presenti a Liverpool e messa nero su bianco.

Non solo Russia però…; per l’occasione sono stati fortemente minacciati Iran e Cina. Teheran con la scusa della famigerata atomica, mai posseduta, Pechino per la altrettanto vetusta questione Taiwan.
Stampa e televisioni italiane, impegnatissime nel supportare (a pagamento) la campagna di vaccinazione contro il Covid, con relativa pulizia etnica di “NoVax” e “Nogreenpass”, hanno dedicato poco spazio a questa ulteriore provocazione esercitata dagli Stati Uniti (gli altri contano nulla) nei confronti di stati sovrani.
Non calcolando, o volutamente ignorando, che la continua ostinazione dell’Occidente nel voler imporre (persino a delle super potenze) la visione imperialistica di Washington rischia davvero di provocare una “pandemia” di conflitti nel mondo.

Questa sì, con miliardi di possibili vittime.

Non mi dilungo in approfondite analisi di geopolitica (non di mia competenza). Sintetizzo quello che un osservatore indipendente dovrebbe rilevare da solo.
Putin non ha alcuna intenzione di “invadere” Kiev.
Gli accordi sul Donbas sono stati violati dal governo ucraino che, per proteggersi dal sostegno alla causa dei filo russi, ha richiesto l’intervento NATO mediante preventiva adesione. Questo significherebbe (in termini militari) le atomiche americane a due passi dal Cremlino.
Ricordino i lettori la reazione del “buon” Kennedy ai sovietici “missili in giardino” di Cuba.
Ecco, la pericolosità della risposta russa sta tutta nella realizzazione del progetto: se la NATO si piazza in Ucraina, la Russia qualcosa dovrà pur fare…

Idem, di fatto, con l’Iran. Trump, ricordiamolo agli smemorati, è colui che ha assassinato il generale Soleimani (numero 2 politico e militare del regime iraniano). Ha pure ritirato la firma apposta su un trattato sottoscritto liberamente in materia di nucleare iraniano e, come carico, ha scaricato su un intero popolo l’arma delle sanzioni.

Persino la Guida Suprema Khamenei ha più volte riaffermato la volontà di Teheran di rinunciare all’armamento nucleare, e niente contraddice questa impegnativa dichiarazione. Che, però, non basta ad Israele…, lei sì potenza ultra nucleare, ignota alla AIEA e persino alle Nazioni Unite.
Biden cerca qualche scusa per attaccare Teheran, direttamente od in appoggio a Tel Aviv.
Questo il problema, rischiosissimo;  perché l’Iran non è debole come lo era l’Afghanistan nel 2001, ed è più forte della Siria aggredita nel 2011. Entrambe nazioni che USA, NATO ed UE non sono riuscite ad assoggettare, addirittura scappando da Kabul dopo 20 anni di occupazione ed almeno 200.000 civili ammazzati.
E Taiwan? Qui la questione è ancor più incredibile. Gli USA, sempre con il codazzo al seguito, riconobbero alla Cina il diritto a ricoprire la legittima rappresentanza presso l’ONU, togliendolo proprio a Formosa. Di fatto accettarono che Pechino ne rivendicasse la sovranità. Oggi, senza che vi sia stato il minimo segno di aggressione militare da parte comunista, la flotta statunitense ed i bombardieri nucleari “manovrano” a poche miglia dal continente.
Xi Jinping si limita oggi a sfottere Biden ricordandogli che, oramai, non è più il padrone del mondo .. ma cosa potrà mai accadere qualora al Pentagono qualcuno avesse il grilletto facile ?
Chi vuole tragga le proprie conclusioni…
(Vincenzo Mannello)

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di professionisti (insegnanti, economisti, medici, avvocati, ecc.) formatosi con l’unico intento di collaborare per la difesa della libertà di espressione (art. 21 della Costituzione Italiana e art. 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea) e per la ricerca e condivisione della verità sui principali argomenti e fatti di rilevanza sia locale che globale]

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