Campagna anti-Russia – V. Mannello: “Favole e Favolette. Pure la ‘svolta bucolica’, sul modello di Esòpo, mancava al quotidiano La Sicilia

11 aprile 2022 – di Vincenzo Mannello

Per sostenere la faziosissima campagna anti Russia, degna (come più volte segnalato) della Pravda di Kiev se non direttamente delle veline fornite dalla CIA, per la rubrichetta “la favola d’oggi”, il quotidiano La Sicilia ha titolato: “Il lupo, l’agnello e gli uomini che vessano gli innocenti”.

Francesco Puleio, l’articolista, ha così potuto ribadire ai lettori la tesi della povera e pacifica Ucraina, in veste di agnellino democratico, pluralista e persino “che non ha mai fatto male a nessuno”… contrapposta al lupo cattivo (Putin) “che elimina con la violenza gli oppositori, uccidendo ed incarcerando quelli che non la pensano come lui”. Ricordando persino come padri e nonni di entrambi fossero stati, tanti anni prima, uniti nel combattere nazismo e fascismo. Sostenendo pertanto che l’accusa di essere un pericolo ovino marchiato con la svastica fosse soltanto un pretesto per poterlo aggredire e, magari, mangiare a pranzo.
Come “favola per gli uomini che vessano gli innocenti” direi che “al peggio non c’è fine”.
Partendo dalla fine, ricorderei che non è affatto detto che padri e nonni abbiano combattuto assieme contro Fascismo e Nazionalsocialismo. Affermarlo con certezza assoluta è un falso storico. Tantissimi ucraini accolsero come liberatorie le truppe del Reich, moltissimi si arruolarono nelle Waffen SS germaniche, avendo più che sacrosanti motivi di risentimento contro le varie dominazioni russe del passato.

Senza considerare come, all’epoca, l’Unione Sovietica di Stalin fosse certamente un modello di vita e società meno “appetibile” rispetto alla Germania di Hitler.

Dagli anni ’40 del secolo scorso saltiamo al 2014 per trovare l’agnello innocente, foraggiato dagli  Stati Uniti di Obama e dall’Unione  Europea (come sempre al seguito), protagonista di un colpo di stato contro un ovino autoctono ma di pascolo russo, regolarmente votato in un consesso democratico da un gregge senza pastore con bastone. Alla reazione del “lupo”, tesa a salvaguardare i propri cuccioli rimasti nel recinto dell’agnello ma in balia dei cani rabbiosi venuti da Ovest a guidare e sorvegliare il gregge, l’agnello ha risposto per 8 anni offrendo ai cuccioli bocconcini avvelenati.

Alla fine  il “canide lupino” si è stancato di farsi prendere in giro dall’agnello e dai beee pacifisti che questi spargeva per il mondo.  Risultato ?
L’agnello, fatti alla mano rivendicati in prima persona, non era affatto disarmato e pacifico.
Sia pure sotto la sapiente guida del pastore americano e dei cani ueisti, sembra proprio difendere al meglio il “recinto”, pronto ad ospitare i nuovi padroni del gregge.
Anzi, a suo stesso dire, è sul punto di vincere e ricacciare il lupo cattivo fin dentro la propria tana.
Ci riuscirà? Leggendo il quotidiano etneo, e guardando la televisione italiana, non sembrano esserci dubbi…
Io, prudentemente, ricordo ai lettori un piccolo dettaglio che l’agnello non ha forse considerato con attenzione: il lupo è… siberiano.

 

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