Chi è convinto che siamo in democrazia, sbaglia inesorabilmente.(Editoriale di Fabio D’Angelo)

22 ottobre 2021 (di Fabio D’Angelo) – Editoriale de “Il Re è Nudo

Tocqueville, circa 200 anni fa ci parlava di una nuova democrazia dispotica – (n.d.r.: vedi https://www.unipd.it/concetti/ns/concepts_it/authors/tocqueville.htm) – Dove viene a mancare il presidio morale delle religioni, diceva il sociologo francese, allora la democrazia rischia di deviare verso nuove forme dispotiche. Sono le religioni le sentinelle delle democrazie, perché insegnano il comportamento retto ai cittadini. Ma quanto questo presidio viene a mancare, le democrazie scadono nell’immoralità.

Noi sappiamo che da un decennio in Italia, chi ha sempre perso le elezioni, con i giochi di Palazzo è  riuscito a restare saldamente al potere. Ormai è palese che la democrazia è sospesa dal 2011. Inoltre le ultime elezioni sono state svolte con una legge dichiarata incostituzionale.

L’affidabilità del ruolo morale della Chiesa, in concomitanza della presenza di governo ripetutamente illegittimi hanno permesso a certa gente di poter sperimentare quello che Tocqueville aveva previsto. L’istituzione di un dispotismo subdolo, che si basa sulla cessione di molte libertà, in cambio di una pseudo protezione della salute e addirittura dalla morte.

Questa dittatura non usa la violenza con la massa del popolo, ma la persuasione, basata sulla convinzione che ci si può fidare di un governo che promette di proteggerlo dai virus e tutte le malattie.

La nostra Costituzione è stata sospesa da 2 anni, ormai, ma si vede gente che ancora è convinta che con i nuovi partiti si risolva la questione.

Ma voi pensate veramente che ci faranno votare a marzo 2023? Piuttosto dichiareranno palesemente la loro dittatura, considerato che hanno avuto il consenso, più o meno estorto, dell’ 82% della popolazione.

A cosa servono i partiti? A cosa servono queste bandiere politiche? Il popolo non vuole più sapere nulla di sigle, qui la lotta di disobbedienza civile deve essere messa in atto dal popolo. Se riusciamo a far capire che se ne devono andare con lo sciopero o l’astensione in blocco dal lavoro e con le piazze piene, bene, altrimenti ci sottometteranno inesorabilmente. Altro che sigle politiche, altro che democrazia…

Forse qualcosa si può tentare con le elezioni regionali siciliane con l’autonomia, ma non certamente con le nazionali.

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Il Re è Nudo https://t.me/ilreenudonotiziarioindipendente Redattore Fabio D’Angelo

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