CHI RICORDA CHE ABBIAMO UN SISTEMA IMMUNITARIO DI PROTEZIONE? UN VERO E PROPRIO ESERCITO DELLA SALVEZZA, AL DI LÀ’ DI SIERI, VACCINI E CHIMICA VARIA


Speciale SALUTE – 28 Novembre 2021 – della Dott.ssa Tiziana De Felice

Parliamo di uno stuolo di soldati che ci aiutano silenziosamente dalle loro trincee senza che spesso ne siamo affatto consapevoli e fanno sì che percorriamo la nostra vita in mezzo a mille insidie di cui neanche ci rendiamo conto. Sono i componenti della nostra IMMUNITÀ di cui possediamo due categorie.

1) L’immunità innata. 2) L’immunità acquisita

IMMUNITÀ INNATA – Così chiamata perché è presente dalla nascita e non deve essere acquisita mediante l’esposizione all’invasore. Riconosce solo un numero limitato di sostanze di identificazione (i cosiddetti Antigeni) presenti su questi elementi estranei, che però sono comuni a molti di essi. A differenza di quella acquisita, non ricorda antigeni estranei specifici e non fornisce una protezione continua verso infezioni future.

I dati componenti di questo esercito

Macrofagi– essi si sviluppano da un tipo di Globuli Bianchi detti Monociti. Questi ultimi si spostano dal sangue verso i tessuti non appena sorge un’infezione. Qui, nel giro di 8 h si ingrandiscono notevolmente e producono granuli al loro interno, pieni di enzimi e altre sostanze che contribuiranno a eliminare batteri e cellule estranee mediante la fagocitosi. I macrofagi secernono anche sostanze che attirano altri GB nella sede dell’infezione e aiutano i linfociti T nel riconoscimento dell’invasore e quindi partecipano all’immunità acquisita. Neutrofili– è il GB più comune ed il primo ad accorrere sul luogo dell’infezione. Rilasciano sostanze che producono fibre nei tessuti, atte a intrappolare i batteri evitando così che si diffondano e facilitandone la distruzione. Il processo di fagocitosi e distruzione da parte di queste cellule è facilitato quando gli antigeni sono rivestiti da anticorpi (sinergia fra immunità innata e acquisita)

Cellule Natural Killer: distruggono cellule infettate da virus e alcune cellule tumorali. Queste si attaccano alle cellule estranee e rilasciano enzimi e citochine che regolano alcune funzioni dei linfociti T e B oltre che dei macrofagi. Sono importanti nella fase difensiva iniziale contro le infezioni virali. Sono cellule linfoidi ILC1, ILC2, ILC3. Costituiscono il 5-15% delle cellule mononucleate del sangue.
Sistema del Complemento: è costituito da più di 30 proteine che agiscono in sequenza. Una proteina ne attiva un’altra e via via a cascata. Possiede molte funzioni: –uccide direttamente i batteri. –attrae macrofagi nella zona interessata e attaccandosi alle cellule estranee ne permette il riconoscimento da parte di questi ultimi. –neutralizza i virus. –promuove e potenziala formazione di anticorpi nonché l’efficacia. –contribuisce all’eliminazione delle cellule morte e degli immuno complessi.

Citochine: sono i messaggeri del sistema immunitario. Vengono prodotte in prevalenza dai GB e da altre cellule. Ne esistono diverse con diverse funzioni: Chemochine, Interleuchine, Interferoni, TGFs, TNF-alfa. Alcune stimolano l’attività degli stessi GB ad aggredire in modo più efficace e ne richiamano altri dal circolo ematico. Altre, gli interferoni, interferiscono appunto con la riproduzione (replicazione) dei virus. Le citochine, insieme ai fattori del complemento, partecipano sia ll’immunità innata che acquisita.

IMMUNITÀ ACQUISITA (adattativa). Questa richiede un’esposizione iniziale verso l’antigene prima di poter sviluppare il processo di eliminazione dell’estraneo. In seguito la risposta sarà molto più veloce. Il sistema è in grado di ricordare le esposizioni precedenti ed è antigeno- specifico.

Questa comprende: Immunità cellulo-mediata dipendente dalle cellule T (killer, helper 1) e Immunità umorale che origina dalle cellule B produttrici di anticorpi (previa trasformazione in Plasmacellule)presenti nel midollo osseo, milza e linfonodi. Le classi di Anticorpi (costituiti da una struttura polipeptidica di 4 catene) sono 5, distinti in base alla composizione in catene pesanti e leggere. I più importanti sono:

L’IgM è il primo anticorpo che viene sintetizzato dopo l’esposizione ad un nuovo antigene e circola prevalentemente nello spazio intravascolare. Lo

L’IgG è prevalente nel siero e negli spazi sia intra che extravascolari. E’ la principale Ig circolante prodotta dopo la riesposizione ad un antigene (risposta secondaria) ed è l’isotipo predominante nei preparati gamma-glubilinici in commercio. E’ anche l’unico isotipo che attraversa la placenta (protezione del neonato da anticorpi materni). Le IgA sono presenti nelle mucose e nelle secrezioni dove forniscono una difesa antibatterica e virale precoce.

REGOLAZIONE

La risposta immunitaria deve essere regolata per evitare che avvengano danni importanti all’ospite (es. l’anafilassi o un danno tissutale esteso). Sono un altro tipo di cellule T che contribuiscono- sempre mediante la produzione di citochine immunosoppressive come l’IL-10 o il TGF-beta a prevenire le risposte autoimmuni e determinando le risposte verso gli antigeni non-self.

In condizioni normali questo sistema così complesso, funziona correttamente e reagisce solo contro le molecole estranee ritenute in grado di danneggiarlo. Quando questo meccanismo di autoprotezione fallisce si ha la produzione anomala di anticorpi contro le proprie cellule e talvolta si assiste al fenomeno del mimetismo molecolare per cui una reazione contro sostanze estranee coinvolge anche strutture self. Ogni anno in Europa risultano colpite da queste patologie che sono più di 80, circa 4000 persone ogni 100.000 ma probabilmente il dato è sottostimato. Ad oggi non sono state identificate cause e si sono solo fatte ipotesi:

1)Alimentazione scorretta, tabagismo, alterazioni del metabolismo, disbiosi intestinale.

2)Fattori esogeni come infezioni virali e o batteriche

3)Alterazioni del meccanismo di autoregolazione dovuto ad ipersollecitazione del sistema immunitario (vaccini?)

Due parole di GERIATRIA per concludere

-nell’età avanzata il sistema riduce la capacità di distinguere self da non-self rendendo più frequenti le malattie autoimmuni. -ci sono meno linfociti in circolo e meno fattori del complemento

Sebbene la concentrazione anticorpale totale non diminuisca in modo significativo, l’affinità di legame fra Ac e Ag è diminuita  e questo potrebbe spiegare la maggior incidenza di polmoniti, influenza, endocarditi e miocarditi infettive ed aumentare il rischio di morte negli anziani affetti da queste patologie. Questi cambiamenti spiegano in parte il motivo per cui i vaccini siano meno efficaci negli anziani.

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di medici ed avvocati, formatosi con l’unico intento di collaborare per la ricerca e condivisione della Verità sui principali fatti di rilevanza sia nazionale, che europea, che mondiale]

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1 commento
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