CONTRO LA PANDEMIA, SALASSI e poi UNA PRESA DI GIRO – Rimborsi Autostrade. Bella pubblicità… che nella pratica… MA NON è NUOVA è ATTUALISSIMA

(Da: ADUC – Associazione Diritti Utenti e Consumatori – Comunicato di Vincenzo Donvito)

Settembre 2021 – Autostrade per l’Italia ha deciso di rimborsare gli utenti che hanno subito un ritardo a causa di problemi sulla rete. In prima fila l’amministratore delegato, quasi paladino dei diritti dei consumatori.

Andando a veder tutto il meccanismo, però, si scopre che non è tutto oro ciò che luccica e che, probabilmente, sarà oro per la società Autostrade che si è fatta un po’ di leafting per la situazione talvolta disastrosa dei propri servizi.
Vediamo. I rimborsi sono solo per i cantieri e non per altri motivi che abitualmente affliggono la rete come traffico, meteo e manifestazioni.
I rimborsi non valgono per tutti i cantieri, non contano quelli con corsie ridotte ma senza riduzione del numero delle stesse. Il sistema dà diritto ad un percentuale di rimborso proporzionale al ritardo e ai Km percorsi. Per esempio: 15 minuti di ritardo su 30 Km, rimborso 100%. Con maggiori Km il rimborso scende al 75%. Un sistema complicato che, inoltre, funziona solo se si scarica un’app (Free to X) che funziona automaticamente solo per chi ha il Telepass. Gli altri dovranno inserire documento d’identità e numero di conto per gli accrediti e presentare lo specifico scontrino di uscita dal casello. Un sistema non agile che, visti gli importi ridotti che spesso dovrebbero essere rimborsati, stimolerà più di una persona a lasciar perdere.

Il sistema semplice ci sarebbe: prevedere delle riduzioni di tariffe sui percorsi coinvolti nel disagio. Ma probabilmente, oltre a chi vi rinuncia perché gli costa di più il tempo per mettere in moto il meccanismo che non il rimborso in sé, ci sono ulteriori motivi che impediscono ad Autostrade di farlo: non sarebbe figo senza che ci fosse una specifica App; occorre emulare la pubblica amministrazione che, in tema di rimborsi e ricorsi per gli stessi, è pilastro delle complicazioni. Intanto… Autostrade, nei media e nel passaparola, è quella che riconosce le proprie mancanze e rimborsa.

Vincenzo Donvito, Aduc

https://www.aduc.it/notizia/autostrade+rimborsa+ritardi+lavori+corso_138209.php

ANALISI DELLA SITUAZIONE

di Pier Luigi Ciolli

Le società che gestiscono le autostrade hanno imparato il sistema dai gestori della telefonia, famigerato il ridurre il mese a 28 giorni e poi, costretti ai rimborsi, NON li hanno restituiti in automatico e la maggior parte degli utenti non ha attivato le farraginose procedure per ottenere il dovuto.

Anche hanno imitato la pubblica amministrazione che, come nel caso di successioni online con l’Agenzia delle Entrate, infatti, sbagli perché alcune loro procedure inducono in errore e paghi di più con prelievo immediato dal conto corrente immediato ma corretto l’errore il rimborso te lo riaccreditano dopo mesi e mesi.

Peggio, imitano alcuni gestori di luce e gas che ti inviano il pagamento con il QCODE evitando di inserire il bollettino di ccp e l’anziano scopre poi alle Poste Italiane che paga di commissione 2 euro al posto di 1 euro.

Tutti i fornitori di beni e servizi ricorrenti cercano di farci attivare il RID (rapporto interbancario diretto) che nel 2014 è stato sostituito dal SEPA (Single Euro Payments Area), cioè un’autorizzazione continuativa all’addebito da tutti gli stati membri dell’Unione Europea conferita alla propria banca.

In sintesi, prima ti prelevano direttamente dal conto corrente e poi, eventualmente, puoi protestare per un errato addebito.

È bene ricordare che se autorizzi l’addebito diretto alla tua banca con il SEPA, non ti devi scordare di controllare continuamente il conto corrente perché, come è successo, la banca può non aver pagato le bollette e il creditore a distanza di tempo ti chiede di pagarle tutte insieme, con un salasso che non avevi programmato.

Non solo, la banca può pagare mandando il conto in rosso eccetera, in pratica il SEPA è sempre a favore del creditore e della banca non del cittadino.

Aprendo http://consumatore.tgcom24.it/2014/09/16/rid/ trovi alcune micidiali esperienze patite dai consumatori.

Personalmente, non ho autorizzato RID o SEPA sul mio contocorrente.

Pier Luigi Ciolli

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