Controcorrente Paolo Battaglia La Terra Borgese denuncia perché il RdC in realtà combatte e frena il lavoro in nero

Il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese affossa e sotterra l’equazione che individua nel Reddito di Cittadinanza la causa del lavoro in nero.

19 novembre 2022 – Redazione

“Fermo restando che esistono pure imprenditori onesti, a lamentarsi del RdC” – rileva Paolo Battaglia La Terra Borgese – “sono le categorie che da sempre, ma proprio da sempre, col nero, sfruttano i bisognevoli di lavoro. Mi riferisco al lavoro nei campi, nei ristoranti, nei catering, alle persone di servizio, alle badanti, alle case per anziani, ai lavoratori edili, alle industrie tessili sommerse, agli stabilimenti balneari e via dicendo”.

“Non è un caso” – continua il critico d’arte – “che I GRANDI GRUPPI INDUSTRIALI NON SI LAMENTANO DEL RDC, è perché i loro dipendenti sono regolarmente assunti e pagati.”

E finiamola pure con la barzelletta che i Centri per l’Impiego non creano occupazione. Sappiamo tutti benissimo che il Centro per l’Impiego non è stato istituito per creare lavoro, come potrebbe? Esso è un centro d’incontro tra offerta e domanda.

E il quesito è: come mai chi si lamenta di non trovare dipendenti a causa del RdC non espone l’offerta di lavoro ai centri per l’impiego?

Il ristoratore che si lamenta di non trovare dipendenti per colpa del RdC, come mai non ufficializza la sua proposta ai centri per l’impiego?

Inoltre, occorre precisare che a percepire il RdC sono anche folte masse di lavoratori che guadagnano così poco, se pur in tutta legalità, da essere soccorse dal Reddito di Cittadinanza, per forse potere raggiungere così i limiti di sopravvivenza considerati minimi e decenti dallo Stato.

C’è un altro punto.
Perché costoro si lamentano che per colpa del RdC non trovano lavoratori? Con tutti I DISOCCUPATI CHE NON PERCEPISCONO IL RDC! e che sono la maggioranza! Questi ultimi non vanno bene?

DOMANDA
Come mai tutti questi “imprenditori”, quelli che si lamentano del RdC, in particolare quelli legati alla ristorazione, non si sono mai rivolti al centro per l’impiego?

RISPOSTA
Tali imprenditori prediligono il lavoro in nero, quel nero che, oggi, chi percepisce il RdC non può più accettare come faceva prima che esistesse il RdC, sia perché rischia la galera e sia perché corre il rischio di perdere tale sussidio.

SINTESI
Il RdC combatte e frena il lavoro in nero.

Ed è così che quegli imprenditori furbetti che si arricchiscono sulla manodopera a buon mercato restano oggi a bocca asciutta.

E poi, guardate un po’ quanto è semplice:
1) L’imprenditore dettaglia la sua offerta al centro per l’impiego specificando in primis durata e tipo contratto, paga e monte ore da lavorare.
2) Il centro per l’impiego – in nome e per conto del datore di lavoro – contrattualizza il disoccupato, o ne garantisce la contrattualizzazione, secondo la precisa offerta dell’imprenditore. E poi si vedrà si vedrà se mancano i lavoratori o le proposte lavorative leali.

E che dire della Meloni che pensa di condannare a sei mesi di povertà assoluta i c.d. collocabili al lavoro? Ecco cosa dire per quanto riguarda la realtà o efficacia sul piano dell’espressione e dell’azione: occorre precisare che per collocare qualcosa o qualcuno sono indispensabili due vincoli; per collocare 1 mobile occorre 1 stanza, e per collocare 1 collocabile occorre 1 lavoro. Tanto è vero invece che il lavoro per il collocabile non c’è che Meloni anziché collocare condanna a 6 mesi di indigenza assoluta. E così facendo consegna queste persone meno fortunate nelle mani di quegli imprenditori furbetti, che si arricchiscono sulla manodopera a buon mercato, IN NERO.

 

Senza contare il gravissimo rischio che queste persone – ridotte allo stremo – possano diventare bersaglio del proselitismo tipico della criminalità organizzata.

 

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