Covid 19 – Associazioni a sostegno delle cure domiciliari precoci e la loro lettera (finora inascoltata) ad Amato, Presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo

29 ottobre 2022 – di Monica Tomasello

In questi due anni il Popolo italiano e la società civile, hanno vissuto un susseguirsi di eventi drammatici, arrivati all’improvviso e che hanno sconvolto la vita, il lavoro e la salute di ogni cittadino. In particolar modo, l’accanimento con le chiusure e le assurde pretese di riaprire a certe condizioni, che a nostro parere, non avevano niente di scientifico, non ci hanno salvato da contagi, perdite economiche ingenti e fallimenti.”

Con queste parole si apre la lettera indirizzata al Presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo prof. Salvatore Amato da parte del Coordinamento dell’Associazione Partite Iva Sicilia insieme a Comunità Siciliana di Rinascita, Fondazione Civitas, Associazione Immuni per sempre, Noi Avvocati per la Libertà e Associazione Arca dell’Alleanza, rappresentati dagli avvocati Elisabetta Billitteri e Francesco Caronia.

Nell’ immagine l’intestazione del documento (scaricabile a fine articolo)

Già un anno fa, nell’ottobre del 2021, la Comunità Medico-Scientifica Siciliana ( CoMeTiSS), aveva esposto forti dubbi sull’uso del protocollo di cura consistente in ‘Tachipirina e vigile attesa’ imposto dall’allora Ministro della Salute Speranza, “alla Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana, chiedendo un’audizione d’urgenza, data la constatazione che– si legge nella lettera – “da quando è stato adottato tale protocollo, i decessi per CoViD sono più che raddoppiati, anziché diminuire, soprattutto, in percentuale sul totale, tra i vaccinati. Abbiamo chiesto la presenza del Presidente Musumeci e dell’Assessore Razza, perché, a nome e per conto, dei medici, biologi, chimici e biostatistici del Comitato Scientifico, volevamo un riscontro ai nostri leciti dubbi, basati su osservazioni cliniche e statistiche che sono ‘sotto gli occhi di tutti’, per i quali riteniamo necessaria la creazione immediata di una apposita commissione scientifica di studio, pluridisciplinare, alla quale esporre gli studi già fatti per evidenziare le falle nel sistema di gestione della pandemia, affinché si possano realizzare gli studi scientifici sulla validità delle terapie domiciliari, anche se in letteratura non mancano le pubblicazioni.
Purtroppo, il presidente Musumeci e l’Assessore Razza, all’audizione di ottobre 2021 non erano presenti a discutere di salute pubblica, nonostante si continuasse la pratica della vigile attesa; eppure la salute pubblica dovrebbe essere al primo posto anche per il Presidente di una Regione con potestà legislativa concorrente in materia sanitaria e forte della clausola di maggior favore e di salvaguardia (legge costituzionale 3/2001). Ci è stato detto di chiedere un incontro, che mai è arrivato, nonostante le ripetute sollecitazioni.”

Vogliamo tornare a vivere” – continuano nella lettera – “perché siamo consapevoli di avere tanti medici che curano in scienza e coscienza, ostacolati, se non osteggiati, dai troppi medici che non curando dimostrano di avere dimenticato il Giuramento di Ippocrate e preferiscono attenersi alle linee guida del ministro Speranza, linee guida che, non solo non sono fonte di legge, ma semplici raccomandazioni (come le ha definite il Consiglio di Stato), per cui possono essere disattese – seguendo scienza e coscienza – senza il rischio di incorrere in sanzioni disciplinari, poiché prive di contesto scientifico, base fondamentale nella scelta delle terapie per un medico che, in loro assenza, è libero di scegliere le terapie notoriamente più efficaci nella lotta alle polmoniti, soprattutto quelle maturate dall’esperienza nella lotta alle pandemie da SARS-CoV, MERS-CoV e altri coronavirus umani.”

Considerato che la libera scelta è stata esclusa da tutta la vasta normativa prodotta dal governo nazionale, noi ci proponiamo come difensori del diritto alle cure, alla salute, al consenso informato. Vogliamo affermare il principio millenario dell’habeas corpus e restituire la sovranità del proprio corpo a ciascuno di noi, senza nessuna cessione in favore della collettività come stabilito dalla Corte Costituzionale, sent. n. 730/1990 e n. 307/1992, nelle quali si ricorda come non sia possibile mettere a rischio la vita anche di un solo individuo per la sicurezza della collettività. La vita umana è un confine invalicabile, tuttavia è stato più volte violato dalle normative, entro il quale non deve entrare il potere della res pubblica, sacrificato in nome di un presunto ‘bene comune’.”

”Trascorsa la stagione invernale, che è stata davvero faticosa per tutti i cittadini, onerati di obblighi incomprensibili e autorizzazioni per l’esplicazione dei diritti di Libertà, e in vista della decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità o meno dell’obbligo vaccinale, ci sentiamo in dovere di chiedere audizione all’Ordine dei medici al fine di mantenere alta l’attenzione sulle terapie domiciliari, sul diritto/dovere dei medici di riflettere seriamente dove inizia e dove finisce il potere dello Stato, rispetto alla scienza ed alla coscienza professionale del Medico, nei limiti della deontologia, dello studio, della scienza, della coscienza e del ruolo fondamentale che ogni medico ricopre nella società e per l’Umanità”.


“Il potere della res pubblica ha violato i dettami costituzionali, prendendo il diritto alla proprietà sul corpo di ognuno di noi, senza alcun principio scientifico valido; diritto e scienza devono essere legati nell’applicazione delle leggi biopolitiche. Il decisore politico non può scegliere tra scienza e pseudo scienza, ma su basi scientifiche certe. Se da un lato il legislatore deve prendere con cautela le decisioni, dall’altra – in millenni di storia – la scienza si è basata sul confronto tra scienziati, evidenze scientifiche e il rispetto della persona e della dignità umana (art. 32 Costituzione), su un principio – che è un presidio essenziale – del ‘primum non nocere’ “.

“Se è vero, come sostiene la sentenza del Consiglio di Stato, che le linee guida non hanno nessun effetto precettivo e cogente per i medici, dobbiamo evitare che nel prossimo autunno si debbano contare le vittime di cure inadeguate, senza un principio né scientifico e né giuridico e che dalla Sicilia continui questo moto che viene definito come dissenso, ma che in realtà è un’aspirazione della coscienza alla Verità, al Bene delle persone e al ritorno a una vita normale.”

La lettera si conclude con un “Restiamo in attesa di un gentile riscontro alla presente” finora rimasto inascoltato. Le associazioni richiedenti audizione si sarebbero infatti dovuti incontrare con il Pres. dell’Ordine dei Medici di Palermo già questo settembre ma da allora ad adesso nulla è accaduto La giustificazione addotta è stata quella di un problema di salute del presidente Amato che evidentemente da più di un mese a questa parte non si era ancora risolto… Utilizziamo il verbo al passato in quanto ieri il Pres. Amato è apparso in un servizio video per ‘Sanità Informazione’  (visionabile QUI) dal quale sembra stare abbastanza bene e quindi restiamo fiduciosi nel fatto che a breve potrà finalmente dare udienza alle associazioni di cui sopra…

Per scaricare il testo integrale della lettera cliccare QUI: DOC-20220928-WA0104.

 

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