Covid, variante OMICRON, Vaia: “Ridotta aggressività” – Colpisce la gola e non i polmoni. – Cosa dicono gli ultimi studi. – Sintomi.

06 gennaio 2022 – di Redazione Co.Te.L.I.

L’aumento dei contagi covid dell’ultima settimana si accompagna ad un significativo cambiamento delle caratteristiche della malattia, con un incremento della quota di persone con sintomi lievi o assenti che ormai ha raggiunto il 75%“. E’ quanto si legge in un post sull’account Facebook di Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani, che sottolinea: “E’ una conferma della ridotta aggressività della variante omicron, che avevamo già segnalato in seguito ai primi contatti con i colleghi sudafricani ed ai rapporti provenienti da paesi europei“.

Facciamo un po’ di chiarezza. Aumentano le armi a nostra disposizione. Il covid 19 assume sempre di più le caratteristiche di una malattia stagionale. C’è necessità di semplificazione di accessi e procedure. Dobbiamo investire sempre più nelle cure domiciliari“, si legge all’inizio del post.

La ridotta aggressività di Omicron – prosegue il post a firma del Comitato tecnico scientifico Covid19 Spallanzani – “è anche una ulteriore prova di come la campagna vaccinale, rafforzata dai progressi nella somministrazione della terza dose, contribuisca a rendere Covid una malattia meno pericolosa”. “Da una sorveglianza effettuata presso tutti i nuovi pazienti ricoverati nei reparti o assistiti presso l’ambulatorio ospedaliero Monoclonali dello Spallanzani negli ultimi 10 giorni, la prevalenza di Omicron è risultata pari al 14% nei ricoverati e al 60% in quelli non ospedalizzati dell’Ambulatorio monoclonali – si sottolinea – Questo dato appare un’ulteriore conferma del fatto che Omicron, come già visto in Sud Africa e Gran Bretagna, sembra associato a manifestazioni di malattia più lievi“.

(Fonte: https://www.facebook.com/102978448571396/posts/263920742477165/ ⤵️ )

Gli studi sulla variante Omicron

Vanno intanto avanti gli studi sulla variante Omicron,  e da quello che è emerso finora, sembra che Omicron abbia maggiori probabilità di infettare la gola rispetto ai polmoni, il che secondo gli scienziati potrebbe spiegare perché sembra essere più infettiva ma meno mortale rispetto ad altre versioni del virus.

Lo riporta il Guardian analizzando sei recenti studi internazionali. La variante «sembra più in grado di infettare la gola dove si moltiplicherebbe più facilmente che nelle cellule profonde nel polmone. Si tratta di risultati preliminari, ma gli studi puntano nella stessa direzione».

L’ipotesi che Omicron si moltiplichi di più in gola la renderebbe più trasmissibile, spiegando la rapida diffusione rispetto al virus – scrive il sito britannico riportando gli studi – che attacca i polmoni, più pericoloso ma meno trasmissibile. Secondo uno studio del Molecular Virology Research Group dell’Università di Liverpool Omicron porta a «malattie meno gravi» nei topi, con carica virale inferiore e polmoniti meno gravi.

«Il modello animale suggerisce che la malattia è meno grave della Delta e del virus Wuhan originale. Sembra essere eliminato più velocemente e gli animali si sono ripresi più rapidamente».

La sfilza di ricerche di Natale si basa su uno studio dell’Università di Hong Kong del mese scorso che mostra una minore infezione da Omicron nei polmoni e sulla ricerca guidata dal professor Ravi Gupta dell’Università di Cambridge, secondo cui la variante è meno in grado di entrare nelle cellule polmonari. L’ultima conferma arriva dall’University College di Londra secondo cui molti tamponi effettuati solo nel naso davano esito negativo, mentre se ripetuti anche con un prelievo in gola risultavano positivi.

La sintomatologia della variante Omicron assomiglia più a quella di un raffreddore o un malanno di stagione.


Omicron, sintomi e differenze con Delta

​Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il rischio derivato dalla diffusione di Omicron è da considerarsi molto elevato, per via della diffusione di questa nuova variante di Covid a livello globale, che ha la potenzialità di diventare nei prossimi mesi quella dominante. Tuttavia, fa notare fin da subito l’OMS, non sono ancora emerse evidenze che l’infezione dovuta a Omicron causi una malattia più grave rispetto alle altre varianti Covid.

Anche i dati preliminari provenienti dal Sudafrica,, mostrano in prevalenza una sintomatologia lieve, parzialmente riconducibile tuttavia alla diffusione nella fascia di popolazione più giovane, che tende in generale a essere meno a rischio anche quando contrae la malattia.

Stando ai dati preliminari provenienti dal Sudafrica, Paese in cui si è originata la variante, alle rilevazioni fatte dai virologi e ai primi dati provenienti per lo più dalla Gran Bretagna, la sintomatologia della variante Omicron assomiglia più a quella di un raffreddore.

I sintomi più comuni di Omicron, infatti, sono:

  • mal di testa
  • stanchezza
  • gola irritata
  • tosse secca
  • raffreddore
  • sudorazione notturna

A differenza della variante Delta invece non si rileva in modo diffuso l’alterazione del gusto e dell’olfatto.

(Fonte: lanazione.it – https://www.lanazione.it/cronaca/omicron-sintomi-incubazione-1.7206370)

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