“Fantasticheria… mare di Provvidenza” di A. Sturiale, in scena il 31 luglio all’Anfiteatro Thalos di Augusta.

Fantasticheria…mare di Provvidenza”, di Antonella Sturiale, andrà in scena sabato 31 luglio, all’anfiteatro Thalos di Augusta.

“L’anfiteatro THALOS, dal nome del valoroso guerriero troiano ingannato da Medea che, con dei veleni, rende pazzo e poi uccide, è una meravigliosa struttura messa su con grande dispendio di mezzi e di energie da un privato illuminato che ha voluto donare al territorio di Vaccarizzo – Augusta – Lentini una struttura unica nel suo genere, inserita in un paesaggio naturale di rara bellezza che infonde un’atmosfera dionisiaca pari quasi a quella delle pietre antiche della vicina Siracusa.

Grazie all’intraprendenza di Alba La Rosa, organizzatrice e deus ex machina di tutti gli eventi, si è riusciti a varare un piccolo programma sperimentale che servirà a fare conoscere e a divulgare la bellezza naturale del luogo in cui la struttura opera ed è inserita.” (Fonte: Quotidiano di Sicilia)

Fantasticheria… mare di Provvidenza, è un recital musicale scritto da Antonella Sturiale, con musiche originali di Alessandro Cavalieri, voce di Agata Raineri e regia di Enrico Pappalardo e che vede la partecipazione degli attori Enrico Pappalardo, Giacomo Famoso, Liliana Biglio, Marisa Giannino, Agata Raineri, Viviana Toscano.

Antonella Sturiale

Ispirato alla novella “Fantasticheria” tratta dalla raccolta “Vita dei campi” di Giovanni Verga, lo spettacolo vuole rievocare il dialogo ideale tra il Verga narratore ed una sua amica francese (figura ispirata alla milanese Paolina Greppi Lester); i due osservano insieme la vita di paese, identificabile con Aci Trezza, immersa nella monotonia di una società immobile, passionale e sofferente.

Spettacolo più cena a buffet € 30,00

Per info e prenotazioni (obbligatorie):                 tel. 3925000384

S.S. CT-SR KM 127 AUGUSTA (5 minuti dalla curva del Pane condito di Vaccarizzo)

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Quello che oggi Vi proponiamo è soltanto un breve “assaggio” dell’opera che andrà in scena sabato 31 luglio, lo ricordiamo, all’Anfiteatro Thalos di Augusta

“C’era una volta una terra… “Katanja”, testo estratto da “Fantasticheria, mare di… Provvidenza”.

Leggi il testo ⤵️

C’era una volta una terra, una perla nel Mediterraneo, una lacrima di gioia di Dio stillata in un giorno di sole, dove l’azzurro del cielo incontra il rosso del fuoco.
Sicilia era il suo nome.
Madre benevola e severa aveva partorito nove figli: Girgenti, Nissa, Katanja, Castrogiovanni, Zancle e Messana,Palermo Conca d’oro, Ragus, Suraka, Drepanon.

Ma da Katanja noi discendiamo e da questa figlia di Sicilia nacque, bello, forte e misterioso un faraglione scagliato dalla rabbia spaventosa e dolorosa di Polifemo.

Posa lo sguardo sua maestà il Sole, guarda e scalda l’amata Terra nostra inginocchiata ai piedi del nostro “Mungibeddu”.

Il vulcano siede nel tempo, nello sgabello adorno diprofumo di mare e allieta il dolce sonno. E poi…

(Soffia un forte vento)
Che caldo! Bruciano le carni, si alza un vento di passione, brucia la terra, brucia il cuore… brucia il sangue… sangue… sangue… sangue…

Oh, sacro spirito del Vulcano! Etna antica e fiera madre di umili e gigante terribile.
Satollo del nostro lavoro, ti sazi 
della terra ove prolunghi le tue forti radici in giudizio di vita. Quanti anni son passati?
Quante vite hai attraversato, 
quanti amori hai visto nascere, crescere e poi morire, seppellite nel grande cimitero degli eventi.

Il tuo fuoco di magma circola nel cuore della terra e si dimena, e cresce e trema, e si ribella pronto ad esplodere violento.

Rabbia! Sì, rabbia tra queste mura alte, tra le grida straniere di gente altera.

Tu non ascolti altro che la tua lingua.

”Genti di Sicilia nuatri semu”, mentre “adelante” non sai quel che significhi. Sì, adelante: curri, scappa, nesci, scaccia, torna, veni, e… sogna.

Cancelli altissimi di ville antiche, cani inferociti abbaiano in difesa di ricchezze vane, fortezze strane. E l’alba, il mezzogiorno, il tramonto.

Volti conosciuti, stranieri mai visti che arrivano, poi partono, poi restano e si innamorano.

Poi, d’improvviso ti adiri, inesorabilmente ti carichi, e gonfi, ti gonfi fino ad esplodere contro i tuoi figli. Poveri figli!

Enormi lingue di fuoco rotolano sulla pelle della terra, rotolano bollenti, sempre più bollenti, sbrodolano, si intersecano… e sbrodolano, si dimenano e poi si accavallano, si dimenano…

Tutti devoti tutti!

Velo miracoloso, santuzza mia, fallu ’stu miraculu

Ferma lu focu, calma lu ventu,

salva li to’ figghi da lu spaventu.

Chiovi, diluvia acqua di cielu,

’rapi Signuri li mani e lu velu…

Canta lamenti in preghiera d’amuri,

spaventu di mari, tempesta e duluri.

Sant’Aita bedda, Sant’Aita nica,

salva li to’ figghi di lu focu,

salva la città in ogni locu.

Salva la genti ca attaccata vivi,

’nti li scogghi antichi di l’acqua di mari.”

(All rights reserved)

Ascolta su Spreaker (Dal Podcast Teukos di Catania CreAttiva Web Radio. Voci narranti: Monica Tomasello e Andrea Giuffrida) ⤵️

Clicca qui ➡️ C’era una volta una terra…

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