Franco Tiano, vice Pres. MSA: “FABBRICANO POSTI PER ASSISTERE I PROPRI ELETTORI, MA LE CONSEGUENZE SONO PER L’INTERA ISOLA.”

14 marzo 2022

Franco Tiano, vice Pres. del Movimento Siciliano d’Azione, ci invia la seguente nota che volentieri pubblichiamo:

In Sicilia troppi politici, per troppo tempo, per mantenersi la poltrona, hanno utilizzato e continuano ad utilizzare gli enti pubblici come una sorta di ufficio di collocamento.

La nostra Regione Sicilia, che ha cinque milioni di abitanti, ha più di diciassettemila mila dipendenti. La Regione Lombardia, che ne ha dieci milioni di abitanti, ne ha un quinto: duemilaottocentoventitre dipendenti. In Sicilia, inoltre, di questi dipendenti, cinquemila sono ex precari, inseriti senza concorso…

Questo per farvi capire che ad ogni campagna elettorale, i politici, per garantirsi la poltrona, utilizzano la pubblica amministrazione come moltiplicatore di voti e di assistenza lavorativa.

Molti di Voi penseranno che questo è un bene per tutti…, ed invece no, perché di contro, impediscono che le risorse, spese in salari, si trasformino in produttività e benessere. Appiattiscono le possibilità di sviluppo e portano la popolazione, che diminuisce di anno in anno (siamo quasi cinque milioni sull’isola) a fuggire dall’isola. La Spesa per i salari della Sicilia è pari a quattrocentoventicinquemilioni di euro, contro quella della Lombardia che è circa sessantacinque milioni di euro.

Ricapitolando: la politica è stata finora una fabbrica di stipendi, utili soltanto a mantenere le poltrone.
Parliamo di diciassettemila Stipendi Pubblici funzionali ad un sistema politico, che per mantenersi il posto, con il metodo del moltiplicatore politico elettorale, impoverisce sempre di più i quattromilionienovecentoottanta isolani rimanenti.

Nulla contro chi lavora nella pubblica amministrazione, ma il dato è inconfutabile e, diciamola tutta, il servizio non si avvicina nemmeno minimamente a quello delle Regioni del Nord, che furbescamente hanno puntato sul sapere e sullo spessore di ogni singolo lavoratore.”

 

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