Fratel Biagio Conte, l’immortalità del suo esempio: “Dio è in quelle persone che soffrono, per questo non lo si vede” (Video)

14 gennaio 2023 – (di Monica Tomasello)

Fratel Biagio Conte ha lasciato questa vita giovedì 12 gennaio, a Palermo. Stroncato da un male incurabile si è ricongiunto col Padre celeste da lui tanto amato.
Ci ha lasciato il suo corpo… ma il suo ricordo ed il suo esempio rimarrà con noi per sempre.

“Dio è in quelle persone che soffrono, Dio è lì. Per questo non lo si vede. È là, in ogni singola persona, in ogni famiglia, in ogni bambino, in ogni giovane a rischio. Tanti giovani sono a rischio. È in ogni persona, anche di ogni parte del mondo. In ogni immigrato, Dio è lì in ogni immigrato. In ogni anziano lasciato solo, in ogni ammalato, in ogni disabile, in ogni non vedente, in ogni autistico. In tutti loro. Lì c’è Dio. Allora se ci prendiamo cura di loro, se ci prendiamo carico di loro, allora sicuramente scopriremo Dio. Perché qualcuno vuole capire dov’è Dio…, ma c’è. È qui ed è mezzo a noi”. (Fratel Biagio Conte)


La sua intervista a Tv2000, rilasciata  nel 2018 a Siamo noi.

Riportiamo qui la sua intervista a Tv2000, rilasciata  nel 2018 a Siamo noi. Biagio Conte aveva dormito per giorni sotto i portici del Palazzo delle Poste centrali in via Roma a Palermo per richiamare l’attenzione della città verso i poveri e i senzatetto.

Di seguito il testo integrale:

Mi sento solo come tanti sono solo in questa società. Non mi aspettavo, dopo tanti anni di operato, di trovare ancora una società così deteriorata, così malata. Il malato ha bisogno di cure, ha bisogno di tutto l’aiuto possibile che siamo noi, soprattutto per chi può più. Io sempre ho creduto in un mondo migliore, che possiamo migliorare questa umanità. Perché chi ha non deve aiutare chi non ha.

Più volte mi sono trovato ad assistere persone abbandonate per strada, che mi sono morte nelle mani. Ma non mi aspettavo anche il Natale scorso, ero a Palermo e da qualche mese erano morti diversi. Mi segnalarono questo caso, Giuseppe di Palermo di 57 anni. L’abbiamo accolto si è fatto aiutare, era un corpo stremato. Lo abbiamo rimesso in sesto, lo abbiamo pulito. Ma io ho capito che doveva essere ricoverato e l’abbiamo portato in ospedale. Speravo di trovare qualche parente. Nel frattempo sono stato accanto a lui. Medici e infermieri hanno fatto di tutto per salvarlo, ma dopo nove giorni è morto. E io mi sono sentito crollare tutto. Perché dopo tutti questi anni di operato devo ancora vedere questa società in cui si muore nell’indifferenza, si muore dal freddo, si muove perché non c’è la casa. Questo Natale che ci porta al nuovo anno 2018 e nel 2018 è ancora peggio degli altri anni.

Dio è in quelle persone che soffrono, Dio è lì. Per questo non lo si vede. È là, in ogni singola persona, in ogni famiglia, in ogni bambino, in ogni giovane a rischio. Tanti giovani sono a rischio. È in ogni persona, anche di ogni parte del mondo. In ogni immigrato, Dio è lì in ogni immigrato. In ogni anziano lasciato solo, in ogni ammalato, in ogni disabile, in ogni non vedente, in ogni autistico. In tutti loro. Lì c’è Dio. Allora se ci prendiamo cura di loro, se ci prendiamo carico di loro, allora sicuramente scopriremo Dio. Perché qualcuno vuole capire dov’è Dio…, ma c’è. È qui ed è in mezzo a noi”.

 

Chi era Fratel Biagio

Fratel Biagio è stato un missionario laico. A 26 anni disse addio alla sua famiglia benestante e fece la scelta francescana. Una vita spesa in difesa dei poveri, degli emarginati. Nel 1993 ha fondato la Missione Speranza e Carità, che oggi accoglie oltre 600 persone tra poveri, migranti e senza fissa dimora. Numerosi i suoi scioperi della fame per un mondo più giusto e i pellegrinaggi con la croce sulle spalle attraverso i quali ha raggiunto anche le istituzioni europee.

Restiamo uniti per un mondo migliore, insieme possiamo farcela”, aveva detto appena giovedì scorso durante la Santa Messa che si celebrava alle ore 12 nei pressi del suo giaciglio.

Martedì 17 gennaio il suo funerale

La salma del missionario laico resterà, per essere visitata, nella camera ardente di Via Decollati 29 a Palermo, fino a lunedì prossimo. Secondo il volere del sindaco, Roberto Lagalla, Palermo ha proclamato il lutto cittadino, con bandiere a mezz’asta in tutte le sedi comunali e nelle scuole fino al funerale di fratel Biagio che sarà celebrato martedì 17, alle ore 10.30, nella Chiesa madre, la Cattedrale.

Vedi anche:

https://vm.tiktok.com/ZMFoTSAGp/

 

     

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Leggi anche: Catania, addio a Fratel Biagio Conte, esempio di carità all’opera (di: Radio Una Voce Vicina)

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