L’importanza della Festa della Sacra Famiglia + VIDEO dell’omelia di oggi di don Leonardo Maria Pompei

26 dicembre 2021 – di Monica Tomasello

La festa della Sacra Famiglia fu introdotta nella liturgia cattolica nel XVII secolo. Nel 1895 la data fissata per tale festa fu la terza domenica dopo l’Epifania, fu soltanto nel 1921 che grazie a papa Benedetto XV la celebrazione fu estesa a tutta la Chiesa. Giovanni XXIII modificò ulteriormente la data spostandola alla prima domenica dopo l’epifania. La riforma liturgica del Concilio Vaticano II infine portò la festa della Sacra Famiglia  alla prima domenica dopo Natale e quando il Natale cade di domenica, viene spostata al 30 dicembre.

Quest’anno tale ricorrenza è caduta il 26 dicembre ed è quindi, per puro caso, coincisa con la Festa di Santo Stefano.

Se il Natale ci ha già mostrato la Sacra Famiglia raccolta nella grotta di Betlemme, oggi siamo invitati a contemplarla nella casa di Nazareth, dove Maria e Giuseppe sono intenti a far crescere, giorno dopo giorno, il fanciullo Gesù.

 

Nel XVII secolo, con l’istituzione di questa festa, la Chiesa voleva proporre un modello di famiglia cristiana e sottolineare l’importanza della famiglia nella società.

È la Famiglia di Nazareth quella a cui occorre guardare come modello. In essa tutte le famiglie del mondo possono trovare il loro sicuro punto di riferimento e una sicura ispirazione.

Si potrebbe pensare che la Santa Famiglia di Nazareth sia un modello inarrivabile…, troppo perfetto. In verità, pur essendo vero che Giuseppe, Maria e Gesù fossero persone “speciali”, non lo era la loro vita familiare. Era la vita di tante famiglie di quel tempo, ed il messaggio che ci offre è sempre attuale. In un tempo dove la società ci propone molti e diversi modelli di famiglia, il modello propostoci da Dio, attraverso la Sacra Famiglia di Nazareth, rappresenta la forma più alta e completa di comunione fra persone che si amano.

Pensare alla quotidianità della famiglia di Nazareth può aiutarci a sentirla più vicina a noi…
Possiamo immaginare di vedere Giuseppe al lavoro, con la fatica ed il sudore che gli si riconoscono sul volto. Giuseppe che porta in braccio Gesù piccolino nelle notti insonni e che gioisce di tutte le tappe della sua crescita. Possiamo continuare ad immaginare Giuseppe con la paura nel cuore fuggire dal suo paese per portare in salvo i propri cari dal pericolo imminente. Giuseppe, un padre di famiglia silenzioso, paziente, premuroso ed attento alle necessità dei suoi cari.

E poi c’è Maria, che come tante mamme con fatica ed amore accudisce alla vita familiare. Maria che va a prendere l’acqua al pozzo, che cucina e rammenda. Che allatta Gesù e lo cambia. Le palpitazioni di cuore che provava quando preoccupata aspettava il figlio. Maria, donna che ha conosciuto il dolore per la perdita del marito e dell’unico suo figlio. Maria, donna forte e coraggiosa.

Giuseppe e Maria! Genitori di altri tempi ma sempre attuali. Genitori che hanno sofferto ed hanno amato, che si sono dedicati con generosità, pazienza e sacrificio al bene della famiglia. Ed è in questa famiglia che ha preso dimora il Dio fatto uomo, Gesù. E in questa famiglia Gesù è cresciuto per poi portare l’amore del Padre a tutti gli uomini.

Se pensiamo a tutte le nostre famiglie vedremo tante similitudini con quella di Gesù…
Quanta fatica di tante mamme e tanti papà nel portare avanti la famiglia. Quante preoccupazioni, quanti sacrifici, quanti esempi di dedizione e offerta di sé fino all’estremo. Quotidianità intrisa di amore, pazienza, generosità insieme a sofferenze e limiti. Ma quanta santità proprio in tutto ciò!

L’incarnazione di Gesù nella Famiglia di Nazareth viene a proclamare la santità e la sacralità di ogni vita familiare. Proprio nella loro quotidianità, proprio in tutti quei piccoli gesti di vita comunitaria e di relazioni, anche se a volte imperfetti, si manifesta una “bellezza” che è propria dei gesti fatti con amore. Una bellezza che può nascere soltanto in relazioni vissute nel dono reciproco e nelle quali nasce, si incarna e si manifesta un’altra “Bellezza”, un altro “Amore”. Allora la Famiglia di Nazareth, modello di ogni famiglia, prima di tutto umana e poi cristiana, è annuncio e profezia. Annuncio di una santità che già è presente e profezia di una santità che è chiamata a crescere. Come Dio si è incarnato ed è cresciuto nella famiglia di Nazareth, così Dio continua ad incarnarsi e a manifestarsi in ogni famiglia ogni volta che si vive il dono ed il servizio reciproco.

Affidiamo a Gesù, Giuseppe e Maria il cammino di ogni famiglia, specialmente di quelle più in difficoltà, perché nel cammino quotidiano possano riconoscere la vicinanza di Dio e sperimentare sempre più la gioia della sua presenza nella vita familiare.

Questa l’omelia di oggi, 26 dicembre 2021, di don Leonardo Maria Pompei: ⤵️

 

Fonti: 

Un bell’esempio di famiglia cristiana:  ⤵️

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