Luc Montagnier è morto. Arriva la conferma.

9 febbraio 2022 – Redazione Co.Te.L.I.

Stentiamo a darne notizia… ma ormai sembra proprio ufficiale… Luc Montagnier è morto. Nonostante in molti abbiano bollato da subito la notizia lanciata questa mattina da France Soir come una “fake news”, ora lo stesso portale ha pubblicato un articolo che non lascerebbe più spazio a dubbi. Il dottor Gerard Guillaume, uno dei più fedeli collaboratori dell’ex Premio Nobel, avrebbe infatti confermato il decesso, aggiungendo che Montagnier si sarebbe “spento in pace, circondato dai suoi figli” all’ospedale americano di Neuilly-sur-Seine, a nord di Parigi.

Anche la redazione di ByoBlu ne ha già dato conferma.

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Montagnier, biologo e virologo francese, è stato “Ricercatore Emerito” al Cnrs (il centro nazionale di ricerca scientifica in Francia), nonché professore all’Institute Pasteur di Parigi e direttore del centro di biologia molecolare del Queens College di New York.

Lo scienziato ha vinto il Premio Nobel per la Medicina nel 2008 per i suoi studi sull’HIV. Spesso criticato dalla comunità scientifica, Montagnier si è sempre battuto per una “scienza libera” e “di coscienza”.

Il professore ha sempre espresso una posizione contraria alla vaccinazione di massa con sieri a mRNA, ricordando più volte i pericoli di effetti avversi anche a lungo termine soprattuto per i più giovani.

“Sono scandalizzato per il fatto che si vogliano vaccinare i bambini perché stiamo davvero intaccando le generazioni future” aveva dichiarato in una intervista rilasciata a giugno 2021. “L’Rna messaggero che ricevete dal vostro vaccino può benissimo avere effetti sulle generazioni future, che non rileviamo se non li andiamo a cercare. L’Rna è una totale incognita”.

Montagnier fu tra i primi a dichiarare che ci fossero evidenze che il covid fosse stato creato in laboratorio. Una tesi che fu subito osteggiata dall’establishment che innescò un processo di discredito nei confronti del professore. Oggi gli esperti mondiali stanno facendo marcia indietro sull’origine del virus. E molte prove sono a sostegno di quanto detto in tempi non sospetti da Montagnier.  

Ad agosto di un anno fa, ospite ad un convegno a Firenze, il premio Nobel aveva lanciato un appello “a tutti i medici a fare il loro dovere: a informarsi e a ricercare, perché scopriranno che ci sono dei farmaci attivi, che se utilizzati all’inizio dell’infezione da Covid19 possono portare alla guarigione; ci sono dei metodi alternativi per curare questa infezione meno rischiosi e anche meno costosi per il sistema sanitario, e che permetterebbero di liberarci di questo virus”. 

Ultimamente era stato in Italia, intervenendo, il 15 gennaio, alla manifestazione “No Green Pass” organizzata a Milano dal senatore Gianluigi Paragone. (Clicca QUI)

Addio prof. Montagnier… R.i.p. ❤️  Speriamo davvero che tu ti sia spento serenamente come dicono…

 

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di professionisti (insegnanti, economisti, medici, avvocati, ecc.) formatosi con l’unico intento di collaborare per la difesa della libertà di espressione (art. 21 della Costituzione Italiana e art. 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea) e per la ricerca e condivisione della verità sui principali argomenti e fatti di rilevanza sia locale che globale]

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