Nuovo tipo di larve fra gli alimenti in commercio dal 26 gennaio. L’ultima rivoltante novità alimentare made by UE.

19 gennaio 2023 – di Monica Tomasello

Come già riportato qualche ora fa dall’ANSA, le larve del verme della farina minore (Alphitobus diaperinus) congelate, in pasta, essiccate e in polvere, potranno essere commercializzate in Ue come nuovo alimento già a partire dal prossimo 26 gennaio! E a noi viene ironicamente da dire: “Uuuuh! Non vedevamo l’ora!!!”

 

Salgono così a quattro gli insetti e/o i loro derivati ad aver ricevuto il via libera come nuovo alimento dall’Unione europea: le larve del verme della farina, le locuste, i grilli, e adesso anche le larve del verme della farina minore. – Una discreta scelta da inserire nei nostri menù… non c’è che dire! –

La Commissione Ue ha autorizzato la società Ynsect NL B.V. ad immettere nel mercato europeo queste larve.

Altre otto domande sono in lista d’attesa. – Chissà se ci sono anche i ragni e gli scorpioni…?! –   Ad ogni modo in tutti i casi elencati, le norme Ue includono requisiti specifici di etichettatura per quanto riguarda l’allergenicità poichè, come rilevato dall’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, le proteine da insetti possono causare reazioni avverse – Ma va? … – soprattutto nei soggetti già allergici a crostacei, acari della polvere e, in alcuni casi, ai molluschi. È per questo che il regolamento di autorizzazione di questo nuovo alimento stabilisce requisiti specifici di etichettatura per quanto riguarda l’allergenicità.

Milano, 19 gen (GEA) – Nell’infografica GEA, la scheda della larva di verme della farina minore (Alphitobius diaperinus), di cui l’Ue ha approvato la commercializzazione come nuovo alimento in tutti i Paesi membri. Si tratta dell’ultimo via libera per i cosiddetti novel food. “Sono in arrivo sulle tavole dopo l’autorizzazione concessa dall’Unione Europea alla loro presenza in una serie di alimenti come pane, panini, cracker, grissini, barrette ai cereali, nei prodotti a base di pasta, pizza o cioccolato ma anche nei preparati a base di carne, di prodotti sostitutivi della carne e nelle minestre” ha commentato la Coldiretti in riferimento alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dei regolamenti.
AFT/VLN

Nonostante ciò Bruxelles vede comunque gli insetti, e le proteine alternative in generale, come una risposta all’aumento del costo delle proteine animali, del loro impatto ambientale, dell’insicurezza alimentare, della crescita della popolazione e della corrispondente, crescente domanda di proteine tra le classi medie. L’allevamento di insetti potrebbe inoltre, sempre secondo la UE, contribuire a ridurre le emissioni di gas serra e lo spreco alimentare.  È per questo che lo studio delle proteine derivate da insetti è considerato una delle aree più importanti del programma Orizzonte Europa che sostiene finanziariamente la ricerca nei Paesi Ue.

Sul metodo di produzione, provenienza e potenziale allergenico, tuttavia, l’approccio Ue non convince tutti… Proprio ieri a tal proposito al Parlamento europeo la Lega ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea sulla commercializzazione del grillo domestico. La prima firmataria Elena Lizzi chiede, insieme agli altri europalrmanetari del partito, quali misure la Commissione intende prendere «per chiarire quali siano i metodi di produzione» dei prodotti che arriveranno in Europa dal 24 gennaio, «specialmente perché la maggior parte di questi insetti proviene da Paesi extra Ue, come Vietnam, Tailandia o Cina». Gli eurodeputati domandano anche quali studi e ricerche sono previste «per approfondire la possibilità di reazioni allergiche e per evitare che venga messa in pericolo la sicurezza alimentare dei cittadini europei»

 

E dire che le camole della farina erano state utilizzate finora, per lo meno qui in Italia…, esclusivamente per l’alimentazione di rettili, anfibi e per la pesca sportiva… Che la UE ci abbia preso per pesci da fare abboccare all’amo? E si sa la fine che fanno i pesci una volta pescati…

 

 

 

 

 

 

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