PASSANDO SUL PONTE DELLO STRETTO… – A volte ritornano… – Da Clini a Giovannini.

24 maggio 2022 – di Vincenzo Mannello

“A volte ritornano”… in politica, peggio che nei film, accade spessissimo pure sotto “mentite spoglie”. Lo sanno tutti, persino i creduloni che leggono i quotidiani e vedono la televisione.
Oggi, come esempio (non certo) eclatante, possiamo scrivere del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, degno erede (per DNA di collocazione “indipendente” e di “docenza universitaria” nel governo Draghi) di Corrado Clini, ministro dell’Ambiente (circa 10 anni fa) nel nefasto periodo di Monti premier.
Persino il quotidiano La Sicilia, oramai più allineato e coperto che mai ai desiderata governativi ed al politicamente corretto, non ha potuto evitare di titolare “Ponte, de profundis di Giovannini” l’articolo con cui dimostra l’ennesima, centenaria presa in giro, messa in atto dalla politica, riguardo la costruzione del chimerico Ponte sullo Stretto di Messina.
In circa 50 anni di attività politica, sindacale e da semplice cittadino, avrò centinaia di volte parlato, scritto e discusso della validità e della necessità di attraversare lo Stretto con un Ponte stradale e ferroviario a campata unica, ahimè, inutilmente.
Riporto, di seguito, il testo integrale di un mio intervento del 6 ottobre 2012, fatto proprio dalla Confederazione sindacale ISA. Basterà sostituire il nome del ministro dell’epoca (Clini) con quello attuale di Giovannini per verificare come “gli anni passano ma i suonatori restano sempre gli stessi”.
Tutti contenti oggi , tranne La Sicilia (via Tony Zermo) e quanti ci abbiamo sempre creduto.
Oh, abbiamo creduto nella utilità dell’idea stessa del Ponte, non tanto nel fatto che venisse realizzato. Conosciamo benissimo i nostri
“polli”. Quelli politici, economici, sociali e pure ambientali. Presenti, passati e futuri.
Ovvero quanti, pur (s)governando la nostra Sicilia (e la Calabria) ed avendo raggiunto posizioni di vertice anche a Roma, niente di buono hanno prodotto dal 1946 in poi. In nessun campo e per nessuna categoria.Tranne che per se stessi e le proprie congreghe familiari, clientelari e pure (a volte) mafiose.

Non credo proprio che siano dati “controvertibili”.
E tutti, contrari o favorevoli (a parole) al Ponte, che si ripresentano costantemente alle elezioni con programmi e tesi di “ampio respiro”.
Tony Zermo e La Sicilia forse tenteranno ancora di salvaguardare il salvabile. Secondo la mia modesta opinione non c’è proprio nulla che si possa tentare di salvare. Anzi, ripensandoci, qualcosa c’è: lo splendido plastico del Ponte sullo Stretto. Sembra che, su mandato di Monti e Clini, commandos di “amanti della natura” e lottatori anti- sprechi, lo stiano cercando per farlo a pezzi una volta per tutte.

Niente di nuovo, niente di cambiato .. solo, purtroppo, la dipartita di quel grandissimo giornalista che fu Tony Zermo.
Del plastico in questione non so nulla; costò fior di milioni ma non credo sia esposto al Museo della Scienza…
Ah, tanto per curiosità: quel tal Clini, indagato poi in molte inchieste, è stato prima condannato a 6 anni per peculato e poi assolto per non aver commesso il fatto.
Non sono a conoscenza di eventuali altri rinvii a giudizio…

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