Prima di Floyd, un “povero bianco”…

20 marzo 2022 – di Vincenzo Mannello

Così titolava il quotidiano ‘La Sicilia’ di ieri, 19 marzo 2022: 《Un “bianco” ucciso come Floyd》…
Perlomeno errato, se non volutamente scorretto,  visto quanto evidenziato dallo stesso articolista.  La notizia avrebbe dovuto essere titolata:

“Floyd fu ucciso come un bianco prima di lui”; due mesi prima, esattamente nel marzo 2020.

Nel gruppo degli agenti assassini erano presenti pure afroamericani, dettaglio importantissimo. Ritengo che sia assolutamente necessario, per una obiettiva comprensione del fatto e della rilevanza dello stesso, una attenta lettura  di tutto l’articolo allegato ..
La analogia con quanto accaduto successivamente a George Floyd è davvero notevole ma clamorosa deve ritenersi la differenza di trattamento della tragedia.
Leggiamo infatti che il giudice ha permesso la pubblicazione integrale dei 18 minuti angoscianti del video soltanto ora.
Non sembra, a chi legge, un comportamento giudiziario alquanto discutibile e, sicuramente, “razzista” all’incontrario?
Quando esplose il caso Floyd tutti i politici ed i media progressisti (“democratici”) degli Stati Uniti, e del mondo occidentale, si scatenarono in una furibonda e violenta “caccia al bianco”, visto come il bersaglio principale dai movimenti di liberazione afroamericani, capitanati dal famigerato Black Live Matter.
Saccheggi, vandalismi, distruzioni, addirittura statue abbattute e cambio di corsi universitari. Ore e ore di trasmissioni radio televisive, cariche di odio contro il suprematismo bianco, le abbiamo dovute subire pure in Italia .. per non parlare dei giornali e dei social.

Ebbene, tutto questo ‘cancan’ è stato costruito su una menzogna: quella che Floyd fosse stato lasciato agonizzare e quindi ucciso solo perchéè era un uomo di colore.

Oggi, a due anni e passa di distanza, veniamo a conoscenza che vittima della violenza poliziesca (da soffocamento) era stato già il povero cittadino, “bianco”, Edward Bronstein. Peraltro uno dei tantissimi che la polizia americana maltratta ed uccide da sempre.
Ho dato un’occhiata ai vari giornali ma la notizia non ha certo avuto il riscontro esplosivo che avrebbe dovuto avere.
È mia opinione consolidata (vista la malafede che attribuisco agli apparati istituzionali e mediatici statunitensi ed occidentali) che il comportamento del giudice sia stato volutamente omertoso, specie in considerazione del silenzio mantenuto fino ad oggi.  Forse, se avesse fatto presente per tempo che il caso Floyd non potesse essere considerato razzista proprio per questo precedente, si sarebbe potuta evitare una campagna di odio e violenza attribuita al colore della pelle del defunto Floyd e dell’agente colpevole.
Sarebbe bastato evidenziare (punendola) la mania violenta ed assassina dei poliziotti statunitensi in genere. Che non guarda in faccia la “razza” delle vittime o, perlomeno, non lo fa sempre. E, questo lo aggiungo io, non è solo prerogativa degli agenti ma pure dei militari inviati in giro per il mondo ad “esportare la democrazia”…
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