Quando Catania era la Seattle d’Italia…

30 marzo 2022 – Redazione

Oggi i catanesi cinquantenni ricorderanno di certo quanto erano invidiati un tempo dai giovani di tutta Italia.

Già, perchè Catania era una città assolutamente invidiabile per tanti, tantissimi motivi.

Molti di questi motivi sono rimasti immutati nel tempo, come il mare, la montagna, il clima e la movida, ma c’era un fenomeno che lasciava di stucco mezza Italia. Questo fenomeno era la musica, la musica ed il suo fermento, che ci ha fatto guadagnare in un “certo” periodo l’appellativo di Seattle italiana.

La nostra Catania ha visto fiorire talenti straordinari, che sono rimasti ancora nei nostri cuori; basta citarne solo alcuni come i Denovo di Luca Madonia e Mario Venuti, i Flor de Mal di Marcello Cunsolo, i Boppin Kids di Orazio Grillo, i Candida Lilith di Cesare Basile, gli Uzeda, il grandissimo Giuseppe Rinaldi alias Kaballà.

Senza dimenticarci che ancora prima artisti e band del panorama catanese avevano avuto successo a livello internazionale come Gianni e Marcella Bella, il grande Franco Battiato, Vincenzo Spampinato, i Beans, Cristiano Malgioglio ed i fratelli La Bionda di Ramacca. Artisti che hanno rappresentato uno scenario musicale che in tutte le sue sfaccettature, si dimostrava giorno dopo giorno ricco di innovazione e originalità.

In quel periodo c’era più possibilità di suonare nei “pub” di Catania, c’era più fiducia verso l’artista come artefatto, oggi invece le cover band la fanno da padrone e quindi si è un pò persa quell’originalità, quella possibilità di esprimersi al 100% con i propri pregi e difetti.

Certo, alcuni paragoni con il passato non vanno fatti, ma un tempo la musica veniva costruita in casa, nei garage.

Basti pensare per esempio ai Sugar Free, ai Rossofisso, agli Harma, ai Noxilo, ai Ciauda, ai Traditi dalla fretta, ai Mater Matuda, i Caftua e tanti altri…

Oggi la musica è un pò già preconfezionata e segue degli stereotipi ben definiti, ma noi abbiamo ancora oggi artisti che tengono alta la bandiera catanese della buona musica, come Mario Venuti, Mario Biondi, Carmen Consoli, Luca Madonia, Lorenzo Fragola, i Norma…

E ancora prima abbiamo avuto, Gerardina Trovato, Antonella Arancio, Rosario Di Bella, Antonio Monforte; artisti che sono ancora ascoltati da tanti appassionati.

Noi siamo quelli che compravamo i Rem ancora prima che diventassero famosi. Noi siamo quelli che ballavamo i Violent Femmes, i Go Flamingo, i Pixies e tante altre band che si suonavano nelle discoteche dei pomeriggi giovani, un fenomeno di cultura urbana ormai scomparso, forse perchè manca un vero e proprio talent scout come lo è stato il grande Francesco Virlinzi, compianto produttore discografico scomparso prematuramente all’età di 41 anni), lui fu fondatore di diverse etichette, tra le quali la Cyclope Records, e che prima di chiunque altro ci ha fatto scoprire e conoscere artisti che oggi sono rimasti pietre miliari della nostra città.

Ricordiamoci che se i REM scelsero Catania nel 1995 come unica data italiana per il loro concerto, fu proprio perchè Francesco Virlinzi era amico di Stipe e soci. Già, proprio così, li aveva conosciuti circa 10 anni prima negli states e proprio da Michael era stato invitato a seguirli in tour sino in europa. Ecco perchè Catania deve tanto a Francesco Virlinzi, ecco perchè Catania era “diversa”.

Oggi vi abbiamo voluto raccontare la nostra considerazione del passato nello scenario musicale per cui siamo stati identificati come la Seattle d’Italia, un appellativo di cui certamente ne andiamo fieri, uno scenario che ci ha regalato oltre 15 anni di musica D.O.C. e tante, tante soddisfazioni.

Peccato che i giovani d’oggi non lo potranno mai capire…

(Fonte: TalkSpot https://www.talkspot.it/

https://m.facebook.com/TalkSpotProduction/)

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