“Se non ti vaccini ti licenzio!” è reato di estorsione – Il principio della certezza del diritto e le “presunte” parole di Deidda…

13 gennaio 2022 – di Monica Tomasello (Redazione Co.Te.L.I.)

Il testo girava già questa estate, ma oggi Vittorio Sgarbi lo fa ascoltare in un suo video diffuso sui social e poi su YouTube.

Il contenuto del video riguarderebbe una sentenza inappellabile, e le parole sarebbero quelle scritte dal prof. Beniamino Deidda, ex magistrato ora in pensione e direttore della scuola superiore di magistratura.
In questo Paese tutti ignorano il diritto. Dire “o ti vaccini o ti licenzio è reato di estorsione all’art. 629 del codice penale.”

 

 

Saranno davvero le parole dell’ex magistrato Deidda? Qualcuno dice di no…, che lui non avrebbe mai scritto/detto nulla del genere e che, quindi, quelle affermazioni sarebbero un falso (Vedi: https://www.lapekoranera.it/2022/01/13/sgarbi-diffonde-un-audio-dellex-magistrato-deidda-che-gira-nei-social-ma-e-un-falso/ ) Ma in quest’epoca di confusione mediatica chi può davvero dire dove stia la verità?  

Su una cosa però non dovrebbero esserci dubbi, o per lo meno così dovrebbe essere: il principio della certezza del diritto. Un principio che però ultimamente sembra, ahinoi, venir meno sempre di più.

Apro una piccola parentesi giuridica soltanto per ricordare come la  “certezza del diritto” è il principio in base al quale ogni persona deve essere posta in condizione di valutare e prevedere, in base alle norme generali dell’ordinamento, le conseguenze giuridiche della propria condotta, e che costituisce un valore al quale lo Stato deve necessariamente tendere per garantire la libertà dell’individuo e l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Ed è incontestabile laddove la norma sia scritta chiaramente (“In claris non fit interpretatio”) come nel caso delle leggi sopracitate.

Perché se è vero che, in base al principio della positività e della flessibilità del diritto, ogni norma è interpretabile, è anche vero che l’interpretazione delle fonti normative sono governate in primo luogo dall’interpretazione letterale, come si evince proprio dall’art. 12 delle disposizioni preliminari al codice civile.

Senza scendere ulteriormente nei “meandri” giuridici delle mie reminiscenze universitarie e di ex docente di diritto, dico soltanto che poco importa chi abbia detto/scritto quelle parole… L’unica cosa che davvero conta è che il riferimento sia a norme chiare ed incontrovertibili. 

Detto questo, buona visione, ma soprattutto BUON ASCOLTO!

VIDEO da YouTube ⤵️

Lo stesso video è stato postato anche su Facebook ⤵️

 

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[Questo articolo è condiviso dal Comitato Tecnico Libera Informazione (Co.Te.L.I.), che vede la collaborazione di diversi giornalisti e blogger, tra cui le fondatrici Marzia  Chiocchi di Mercurius5.it e Monica Tomasello di CataniaCreAttiva.it, supportati da un team di professionisti (insegnanti, economisti, medici, avvocati, ecc.) formatosi con l’unico intento di collaborare per la difesa della libertà di espressione (art. 21 della Costituzione Italiana e art. 11 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea) e per la ricerca e condivisione della verità sui principali argomenti e fatti di rilevanza sia locale che globale]

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