Sicilia, 9 e 10 luglio 1943: tra i tanti.. un Lembo d’Onore

9 luglio 2022 – di Vincenzo Mannello

Nel 2016, su Accademia della Libertà, ricordavo con un mio intervento l’anniversario dello Sbarco degli Alleati in Sicilia tra il 9 e 10 luglio del 1943, dedicandolo ad un lontano e mai conosciuto parente.

Oggi, a 79 anni da quello storico evento, ritengo sia giusto riproporre alla conoscenza ed alla memoria dei Siciliani e degli Italiani che mi onoreranno della propria attenzione quanto scritto in quella occasione.

Non saranno magari molto numerosi ma non importa, tanti piccoli contributi si sono uniti nei decenni scorsi a ricerche storiche più corpose ed efficaci per il ristabilimento della verità storica.
A me basta…

Lembo Filippo, di Angelo, classe 1910, distretto di Messina, sottotenente fanteria di complemento, 134^ reggimento costiero (medaglia d’argento v. m. alla memoria).

Incaricato di recapitare notizie urgenti al comando di reggimento, assalito durante il percorso da soverchianti forze, si asserragliava in una rimessa con un gruppo di fanti e organizzava la resistenza. Caduti e feriti gran parte dei dipendenti, alla intimazione di resa rispondeva col fuoco delle sue armi e protraeva la resistenza fino a quando, colpito a morte. immolava la sua vita al dovere.”
– Gela (Sicilia), 9-10 luglio 1943 –
Questa, ripresa dalla fonte ufficiale del Nastro Azzurro, la motivazione della concessione della altissima onorificenza ad Uno delle decine di migliaia di Caduti per la difesa della Sicilia dalla invasione alleata del luglio-agosto 1943.
Nel caso specifico del Ten. Lembo diverse altre fonti completano le informazioni con un non trascurabile dettaglio: i Ranger americani, non avendo per niente gradito la resistenza di quel manipolo di soldati, una volta capito che l’ufficiale aveva la pistola scarica ed era gravemente ferito, lo finirono a colpi di baionetta e ne sfregiarono il volto coi pugnali.
“Incidenti” che capitarono a tantissimi italiani e tedeschi, rei di non essere scappati o essersi arresi alla sola visione dell’ imponente sbarco alleato.
I Siciliani, cadendo l’anniversario di domenica, saranno in gran parte a mare proprio nei luoghi storici interessati, quelli del primo giorno, il 10 luglio del 1943.
Magari avranno a vista i bunker ancora in piedi da cui si tentò una prima resistenza… altri sono disseminati all’interno dell’Isola, dalla piana di Gela a quella di Catania fino agli anfratti dell’Etna od ai monti attorno a Messina.
Fortificazioni che, specie nella Sicilia Orientale, diedero del filo da torcere alle truppe di Montgomery, Patton e soci permettendo alle truppe italo-tedesche di attraversare ordinatamente lo Stretto il 17 agosto.
So benissimo che il coraggioso Ten. Lembo, ed i suoi tanti eroici compagni decorati alla memoria, sono stati per circa 50 anni quasi “dimenticati” dalle istituzioni che pure avevano dovuto omaggiarli sottobanco per il valore dimostrato.
Ma, grazie alla falsa storiografia alleata, alla vergogna italica per i tradimenti (specie degli alti comandi della Marina) ed all’appoggio della mafia all’impresa, era politicamente scorretto celebrare una Invasione… meglio leccare i nuovi padroni americani (Sigonella e MUOS insegnano) parlando di uno “Sbarco liberatorio”.
Per non tediare chi mi onorasse nel leggere queste righe, ricordo solo che l’8 settembre era ancora lontano in quei tragici giorni siciliani.
Le truppe italo-tedesche erano poste a difesa del territorio nazionale e, pure in situazioni difficilissime e di inferiorità di armamento, fecero in buona parte più del loro dovere di soldati.
Piaccia o meno a molti, questa è la verità storica riportata a galla, nell’ultimo ventennio, da storici ed appassionati di buona volontà e non legati ai centri del potere del regime partitocratico.
Lo ho fatto pure io, che storico non sono, almeno dagli anni ’70 e sempre avendo a cuore la rivalutazione dell’onore combattivo dei nostri soldati (sui tedeschi i dubbi erano stati molto meno infamanti).
Negli anni ho trovato riscontro ed ospitalità nelle testate indipendenti (siciliane e non), mai sui media generalisti.
Oggi, ancora un passo avanti…
Credo proprio che il ricordare il Tenente Filippo Lembo possa oggi significare restituire alla memoria collettiva ed al tempo stesso omaggiare tutti quei soldati che si batterono coraggiosamente morendo, che rimasero feriti o vennero fatti prigionieri per la difesa della Sicilia.
(Vincenzo Mannello)
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