Speciale Ambiente, INSTALLAZIONE DI UN NUOVO RADAR MILITARE A FAVIGNANA? Scattano le proteste. La denuncia di Corrao. Le dichiarazioni del Sindaco e del Comitato civico.

22 febbraio 2022 – Redazione

Chiarezza e verità sul nuovo impianto radar di Punta Sottile e che le isole Egadi siano luogo di pace e non di installazioni militari. Sono le due istanze partite dall’assemblea cittadina, aperta al contributo e alla partecipazione di tutti, che s’è tenuta ieri in Piazza Europa, davanti al Municipio.

Organizzata dal Comitato civico spontaneo nato attorno alla imminente installazione di un radar della Marina Militare a punta Sottile, l’assemblea ha fatto il punto sulla preoccupazione manifestata dagli isolani per l’impatto sulla salute e sull’ambiente.

Già nel passato gli isolani avevano mostrato timori del genere dovuti alla presenza sull’isola, ormai da decenni, di un altro radar.

Come ricorda Maria Guccione, nota anche a livello nazionale e internazionale per aver condotto nelle sue isole Egadi la battaglia contro l’installazione di piattaforme petrolifere al largo dell’arcipelago

In piazza erano presenti associazioni del territorio, istituzioni locali e cittadini che, lontani qualsiasi appartenenza partitica, hanno deciso di prendere posizione per ottenere risposte trasparenti sull’impatto che il radar avrà sul territorio.

«La comunità egadina – si legge in un comunicato diffuso alla fine dell’assemblea – chiede a gran voce informazioni chiare e precise sulla natura del radar militare, non superficiali rassicurazioni, oltre che una valutazione indipendente dell’impatto del radar militare sulla salute e sull’ambiente. Le istituzioni comunali hanno confermato il loro impegno a richiedere delucidazioni e persino il blocco dell’iter di installazione del radar in assenza di garanzie precise, così come successo a Portopalo di Capo Passero». L’assemblea ha sancito «la volontà dei cittadini delle Egadi di non trasformare la più grande Area Marina Protetta d’Europa in una base militare in cui far proliferare ulteriori strumentazioni militari nei prossimi anni».

L’INTERVENTO DI MARIA GUCCIONE (servizio di Tele Sud) ⤵️

 

Europarlamentare Ignazio Corrao: “Nel silenzio generale … ennesima operazione di militarizzazione in Sicilia”

“Nel silenzio generale, il Governo sta compiendo l’ennesima operazione di militarizzazione in Sicilia, con l’intenzione di deturpare due paradisi come Favignana e Portopalo di Capo Passero, installando due potentissimi radar militari. Serve una mobilitazione dei cittadini e delle istituzioni a tutti i livelli per difendere questi due territori straordinari. Stanno trasformando la Sicilia in una piattaforma di guerra, fermiamoli”. Così l’eurodeputato siciliano Ignazio Corrao a proposito della notizia sul progetto di costruzione di radar militari nei due siti in provincia di Trapani e Siracusa.
Da qualche giorno – spiega Corrao – sono partiti i lavori per realizzare due nuovi sistemi radar che saranno integrati nella Rete Radar Costiera della Marina Militare. I lavori costeranno oltre 2 milioni di euro e sono finanziati dal Fondo di Sicurezza Interna 14-20, dunque con soldi dell’Unione Europea”.

“E’ indegno per un paese democratico il velo di silenzio che circonda questa operazione. Non si conoscono le caratteristiche tecniche dei radar militari e per di più le istituzioni locali non sono state neanche avvisate del progetto, nonostante l’impatto fortissimo sulla salute della comunità e sull’ambiente, attraverso l’inquinamento elettromagnetico. Per questo ho chiesto alla Commissione di intervenire urgentemente per valutare il danno che i radar, pagati con i fondi UE, potrebbero provocare su siti vincolati per la ricchezza della biodiversità, che la stessa Unione Europea dovrebbe tutelare”.

“Il Governo fornisca immediatamente le informazioni tecniche che permettano la valutazione degli impatti da parte di periti indipendenti. Non si possono continuare a sacrificare pezzi di territori dell’isola per la militarizzazione, come è stato fatto a Lampedusa e Pantelleria. Sono al fianco delle comunità locali che in queste ore si stanno mobilitando” – conclude Corrao.

L’intervista di Trinacria.info a Diego Gandolfo, membro del Comitato “NO al mega-impianto eolico davanti le Isole Egadi” ⤵️

  • Avete appena appreso dell’istallazione di un radar nell’area marina protetta di Favignana. Come siete venuti a conoscenza della notizia? Come avete – popolazione e istituzioni locali – reagito?

La notizia ha iniziato a circolare qualche giorno fa, grazie all’impegno di Maria Guccione, una storica attivista e ambientalista favignanese che per noi è un punto di riferimento. Successivamente le indiscrezioni sono state confermate dal giornalista Antonio Mazzeo, che si occupa da anni della militarizzazione strisciante in Sicilia. E’ così che il Comitato e l’Associazione Egadà, composta da giovani del territorio, hanno deciso di mobilitarsi. Ci ha stupiti il fatto che le istituzioni locali non fossero state coinvolte, anzi, nemmeno avvisate della realizzazione del progetto. Quindi venirne a conoscenza è stato assolutamente un caso, non c’è stata una comunicazione neanche da parte dei politici e delle istituzioni coinvolte, dei nostri rappresentanti in Commissione Difesa, e neanche dai membri del Comitato Misto Paritetico della Regione Siciliana, che ospita membri sia militari che delle istituzioni regionali.
Se lo avessimo saputo in tempo, ci saremmo anche mobilitati prima, perché l’assegnazione dei lavori è dell’ottobre 2021. Il nostro Comitato si oppone fermamente alla realizzazione di questo mostro militare a Favignana, dove insiste già il progetto, altrettanto mostruoso, del mega impianto eolico offshore al largo di Marettimo. Il tema dell’inquinamento elettromagnetico e della militarizzazione dell’isola è un tema molto sentito nelle isole Egadi. Anche il Sindaco ha appena annunciato di essere fermamente contrario. La partita però è davvero complicata.

Quali danni comporterebbe per il territorio l’installazione di questo radar?
Si tratta di un radar militare che dovrebbe integrare l’esistente, per un costo di oltre un milione di euro. Non siamo ancora in possesso di informazioni tecniche, visto che non sono state pubblicate. Potrebbe dunque essere un radar molto potente di cui però non si conoscono né la traiettoria, né l’inclinazione, né la corretta localizzazione, né la potenza. Non sono state diffuse quelle caratteristiche tecniche che permetterebbero a un perito indipendente di valutare l’impatto sull’ambiente e sulla salute. Sappiamo però che in Italia ci sono stati fior fior di processi sui danni da inquinamento elettromagnetico. Vogliamo scongiurare che questo possa accedere anche a Favignana.
Noi pretendiamo la pubblicazione di informazioni che permettano alle istituzioni locali di valutare l’impatto di un opera del genere di tipo militare che può avere conseguenze sul nostro territorio e sulle nostre teste.

C’è anche una questione legata all’impatto paesaggistico, non dimentichiamoci che siamo l’Area Marina protetta più grande d’Europa, sito SIC ZPS tutelato dall’Unione Europea. La stessa Unione Europea che finanzia il progetto con il Fondo per la sicurezza interna 14-20.

Isole come Pantelleria e Lampedusa hanno subito uno stupro da parte delle istituzioni militari. Noi non vogliamo che anche a Favignana venga ripetuto questo scempio. Infine, c’è anche una questione di immagine per un’isola che vive di turismo, che vive della bellezza del suo territorio e della sua natura incontaminata.

  • Quali azioni pensate di portare avanti in merito nel breve futuro?
    Il nostro compito è contrastare in tutti i modi il progetto. Innanzitutto siamo a disposizione delle istituzioni locali per agire da un punto di vista tecnico e giuridico. Occorre avere in tempi rapidissimi il progetto per intero e commissionare uno studio dell’impatto del radar. Dalla nostra abbiamo reti di associazioni ambientaliste, giornalisti, deputati e cittadini. Inoltre, siamo soddisfatti della netta posizione contraria dell’amministrazione comunale. In più proviamo a sensibilizzare la popolazione. Il nostro è un Comitato che ha delle forti radici territoriali, conosciamo la comunità e su questo tema siamo convinti che la comunità delle Egadi si muoverà tantissimo. Senza dimenticare che non siamo soli in Sicilia: sono con noi tutte le altre comunità coinvolte da questo progetto, per esempio quella di Portopalo di Capo Passero.

 

  • Dopo l’eolico, ci mancava solo la militarizzazione dell’isola. Sembra proprio che il progetto per le isole minori siciliane preveda solo sfruttamento e spopolamento. Cosa ne pensate?
    E’ in atto una sorta di schizofrenia: da una parte ci sono i finanziamenti per le isole verdi, le green islands, fondi europei, PNRR, con capitoli di spesa e di investimenti legati al settore green nelle isole minori siciliane; dall’altra però il Governo continua a fare delle isole minori basi militari, danneggiando l’ambiente e schiacciando le comunità. Negli ultimi anni si è intensificato il progetto silenzioso di militarizzazione. In particolare le isole minori siciliane sono geopoliticamente strategiche. Per questo, continuano a piazzare strutture militari in isole come Pantelleria, Lampedusa e Favignana, alle spalle delle comunità e delle istituzioni locali.
    La beffa è che lo stesso Governo che militarizza, poi se ne infischia della mancanza di strutture sanitarie, di collegamenti, che spingono nella direzione esattamente opposta, cioè quella dello spopolamento e dell’isolamento vero e proprio. La battaglia contro la militarizzazione diventa anche una battaglia per la sopravvivenza e per il futuro delle isole minori.
    ( Fonte: https://www.trinacria.info/index.php?view=article&id=355:nuovo-sistema-radar-a-favignana-intervista-al-comitato-isole-egadi&catid=12  )

 

La nota del Sindaco Francesco Forgione, inviata al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, al ministro della Difesa Lorenzo Guerini e al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.

FAVIGNANA, 10 FEB – “Le notizie comparse sulla stampa relative alla realizzazione di un nuovo sistema radar militare nell’isola di Favignana stanno creando allarme e preoccupazione nella popolazione. Chiedo, pertanto, a nome dell’amministrazione che rappresento, che vengano comunicate tutte le informazioni sulla veridicità delle notizie, sull’eventuale natura del progetto, sull’impatto ambientale e sulla salute dei cittadini che ciò determinerebbe. Ogni ulteriore scelta di militarizzazione del territorio, oltre i siti e i presidi già esistenti, sarebbe in netto contrasto con la vocazione naturalistica e turistico-ambientale del nostro arcipelago. Sono sicuro che saprete cogliere il senso della nostra preoccupazione e, nel pieno rispetto dei diversi ruoli istituzionali, possiate rispondere alla nostra richiesta”. (Fonte: ANSA)

 

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