Tutto sulla vicenda delle NAVI ONG AL PORTO DI CATANIA – Cresce lo scontro politico da destra a sinistra. – L’intervento della UE – L’appello della CEI – I comunicati di USB e di Forza Nuova

8 novembre 2022 – di Monica Tomasello

Dopo tredici giorni in mare e numerosi appelli di salvataggio, quasi mille naufraghi a bordo di quattro navi ONG, lo scorso sabato 5 novembre, arrivano davanti alle coste della Sicilia orientale in attesa di un porto sicuro per fare sbarcare i migranti soccorsi nel mar Mediterraneo; in particolare due navi tedesche, la Humanity 1, con 179 persone a bordo, e la Rise Above, con a bordo 90 persone dopo che due sono state soccorse da personale medico e trasferite e a terra a Siracusa; e due navi norvegesi, la Ocean Viking, con 234 migranti a bordo, e la Geo Barents, con 572 persone soccorse.

Cosa è successo in questi giorni?
A seguire proviamo a fare un ‘riassunto’ della vicenda, riportando i fatti accaduti, le dichiarazioni dei soggetti a vario titolo coinvolti, l’appello della CEI, ed i comunicati provenienti sia da ‘sinistra’ che da ‘destra’.

Il governo decide per uno “sbarco selettivo”

Il nuovo governo a guida Meloni, attraverso un decreto interministeriale firmato già il 4 novembre dai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, della Difesa, Guido Crosetto, e dei Trasporti, Matteo Salvini, decide per uno “sbarco selettivo”, ovvero consentito soltanto per alcuni naufraghi (minori, donne, nuclei familiari e fragili) e costringendo invece gli altri a rimanere a bordo perché considerati “carico residuale” come li ha definiti il vicepremier Matteo Salvini.

Situazione sempre più tesa

A quel punto la situazione si è fatta sempre più tesa sia sulle navi Humanity 1 e Geo Barents, dove i migranti che non sono stati fatti sbarcare hanno inscenato una protesta realizzando cartelli con richieste d’auto, sia sulla terraferma dove intanto si erano radunati attivisti di sinistra ed appartenenti alla Rete antirazzista catanese che manifestavano il loro sostegno ai migranti.
In serata è arrivato al molo anche l’arcivescovo di Catania Monsignor Luigi Renna che oltre ad incontrare alcuni dei superstiti ha ribadito la necessità di rivedere “il criterio della selezione, invitando il governo italiano a trovare una soluzione per consentire lo sbarco a terra di tutti i naufraghi”.

La Humanity 1 al porto di Catania. (Fonte immagine: vita.it)

Il comandante della Humanity 1, Joachim Ebeling, si è rifiutato di lasciare il porto di Catania, e la Ong tedesca ha presentato ieri un ricorso al Tar del Lazio: “Sarebbe contro le leggi del mare andare via con i sopravvissuti, dobbiamo trovare una soluzione qui”, ha detto il comandante. Due migranti a bordo della Geo Barents si sono invece buttati in acqua raggiungendo a nuoto la banchina del porto, rifiutandosi poi di tornare a bordo.

Dopo il trasferimento medico d’urgenza le persone a bordo manifestano attacchi di panico, molti presentano infezioni a livello cutaneo, quindi la situazione a livello medico e psicologico è chiaramente aperta come è ancora in corso la nostra operazione di soccorso perché lo sbarco per tutti i naufraghi a bordo non è ancora avvenuto, secondo quelli che sono gli obblighi internazionali e di legge. Abbiamo ricevuto formalmente il decreto interministeriale e il nostro team legale sta lavorando per riscontrare l’illegalità delle azioni messe in campo dalle autorità italiane”, ha affermato dal porto di Catania Riccardo Gatti, responsabile delle operazioni di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere.

I migranti rimasti a bordo gridano aiuto dal ponte della Geo Barents ⤵️

 

L’intervento dell’UE

Nel frattempo, anche la Commissione Europea, attraverso una sua portavoce, è intervenuta sulla questione.

 “È un dovere morale e legale quello di salvare le persone in mare – si dichiara –, in base alle leggi internazionali”.

Alla domanda se sia in linea con le leggi e le linee guida della Commissione autorizzare uno sbarco “selettivo”, la portavoce ha sottolineato che in base alle leggi internazionali “bisogna minimizzare il tempo che le persone passano in mare”. “Ogni caso è diverso” – ha poi aggiunto – “ma incoraggiamo tutte le autorità a collaborare in modo da agevolare lo sbarco”.

Insomma, la strategia dello sbarco selettivo adottata dall’Italia pare non convinca Bruxelles che, pur salutando “con favore” l’approdo a terra di oltre 400 migranti, chiede alle autorità competenti di collaborare e fornire loro “un luogo adatto in modo che possano scendere a terra” tutti. (Migranti a Catania, l’Ue all’Italia: «Agevolare lo sbarco è un dovere», su La Sicilia.it)

Sbarcati a Reggio tutti i migranti della Rise Above

Intanto stamani, fa sapere l’ANSA circa un’ora fa, sono sbarcati a Reggio Calabria tutti gli 89 migranti – tra cui una quarantina di minori e otto bambini in tenera età – arrivati in Italia a bordo della nave Rise Above. Adesso i migranti sono in un centro di prima accoglienza, in attesa del trasferimento sulla base del riparto nazionale stabilito dal Ministero dell’Interno.

Cresce intanto la tensione a Catania, dove il “carico residuale” resta bloccato a bordo di due navi ong.

 

L’appello della CEI Migrantes.

Non possiamo permettere assolutamente che ancora una volta i nostri fratelli migranti che vengono dalla fame, dalle guerre ancora una volta vengono trattati come scarti, come carichi residuali, e non come persone“. Lo dice, a margine della presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo curato dalla Fondazione Migrantes, mons. Savino, vescovo di Cassano allo Jonio e vice presidente della Cei.

La situazione è drammatica, anticostituzionale che non rispetta anche le famiglie che sono su queste navi, che non rispetta il diritto fondamentale al soccorso della Convenzione di Ginevra quindi si spera che questa situazione si sblocchi e che l’Italia insieme all’Europa continui quel progetto di condivisione di solidarietà nei confronti dei migranti che sono richiedenti asilo e che sono rifugiati, l’identificazione non può essere fatta a bordo ma deve essere fatta a terra e anche con tutte le tutele di ogni persona“. Così il presidente della Fondazione Cei Migrantes, mons. Giampaolo Perego.

 

Non si arresta lo scontro politico

Non si arresta intanto, bensì cresce, come riportato da Daniele Campanari su ArtNews.it, lo scontro politico sulla gestione dei flussi migratori, con l’opposizione che attacca “l’inumanità” del governo e Matteo Salvini che replica: “Questi sono viaggi organizzati, bisogna stroncare questo traffico di esseri umani”.

Più o meno dello stesso avviso Matteo Piantedosi. Il ministro dell’Interno ha parlato di grande umanità, ma anche di fermezza sulla questione migranti. “Stiamo lavorando sia sui tavoli europei che nazionali” sottolinea Piantedosi ribadendo che l’Italia non farà “mancare a nessuno l’assistenza umanitaria”, con i migranti rimasti a bordo delle navi che sono “costantemente monitorati”.

 

Il Comunicato di USB: “USB a fianco della Catania solidale e antirazzista in presidio al porto contro i respingimenti selettivi”

Comunicato del 6 novembre 2022

Sabato 5 sera la nave tedesca Humanity 1,  della ONG tedesca SOS Humanity,  con 179 persone a bordo, ha fatto il suo ingresso nel porto di Catania, super scortata dalle motovedette della Guardia Costiera; 179 profughi  giunti a Catania dopo la fuga dai propri Paesi d’origine, con il passaggio dai campi di detenzione in Libia e la traversata del Mediterraneo durata 15 giorni.
Dall’arrivo della nave, il molo, sbarrato da polizia e carabinieri, registra da ieri notte la presenza costante di cittadin* e attivist* solidali antirazzist* .
Attualmente, a bordo della nave ci sono 34 profughi a cui viene impedito lo sbarco, mentre il Governo Meloni intima al comandante di portare la nave fuori dal porto e dalle acque italiane. In assenza di autorizzazione allo sbarco dei 34 profughi a bordo, il comandante si è opposto.
Intanto, nel pomeriggio della domenica, sempre nel porto di Catania, è giunta la nave Ong GEO BARENTS, con a bordo oltre 500 profughi, in gran parte maschi adulti.
L’USB, costantemente presente nel porto di Catania come lo è stata anni fa per la nave Diciotti, esprimendo solidarietà e vicinanza ai profughi e agli equipaggi delle navi Ong,
condanna con forza la selezione arbitraria e approssimativa consumata in queste ore nel porto catanese sulla vita di questi profughi: sbarcano donne, minori e persone fragili, respinti i maschi adulti ritenuti sani. Continua la campagna elettorale permanente e la palese violazione del diritto internazionale.

USB – Unione Sindacale di Base

 

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Il Comunicato di Forza Nuova Sicilia: “Invasione immigratoria e passerelle della sinistra a Catania”

Comunicato dell’8 novembre 2022

Osserviamo, ancora una volta inermi, l’assalto di questi ultimi giorni ai nostri porti e alle nostre coste da parte di migliaia di immigrati clandestini che approfittando dell’Italia “ventre molle d’Europa” stanno sbarcando con e senza autorizzazioni governative.
Il nuovo governo, che in campagna elettorale prometteva “blocchi navali” e stop all’immigrazione china come sempre il capo alla plutocrazia europea sempre pronta a penalizzare la flebile Indipendenza e quel che resta della Sovranità degli Stati, soprattutto di quegli Stati che bisogna colpire ed impoverire duramente per renderli più duttili al globalismo, al multiculturalismo e alla sostituzione etnica con milioni di allogeni provenienti dall’Africa e dall’Asia.
La sinistra starnazzante ha trovato occasione per esibirsi nelle solite pagliacciate con l’accorrere di personaggi che, se non ci fossero queste occasioni create da tali “ONG” che non sono altro che organizzazioni antinazionali pagate dai grandi globalisti apolidi e transumanisti, non avrebbero risalto nemmeno nelle riunioni dei propri condomini dove il più delle volte risultano sconosciuti. Tra i sinistroidi  c’è chi improvvisa un sit-in al porto di Catania e chi si fa la passerella a bordo della Humanity 1. Sono gli stessi che non perdono occasione per gridare continuamente al pericolo fascismo. Gli stessi che si sono inventati la fine della legge 194 e del diritto all’aborto.  Gli stessi che nelle scorse settimane si scandalizzavano quando la polizia bloccava l’assalto dei collettivi alla Sapienza o sgomberava 3.500 sballati al rave party. Gli stessi che applaudivano ai provvedimenti del lockdown cinese e all’emarginazione e discriminazione dei lavoratori e degli italiani non “sierati”. Sono quelli che oggi si schierano al fianco delle Ong e inforcano il vessillo “porti aperti per tutti i migranti”. Tutti in cerca, dopo la batosta elettorale, di un briciolo di visibilità.
Purtroppo non si intravede ancora una forte reazione delle poche forze sane del Popolo Italiano che intimorito da repressione poliziesca e dal bombardamento mass mediatico sembra non avere voglia di scendere in piazza e si accontenta  dei soliti post laconici sui social dove invocano la “loro paladina” che li venga a salvare da questo tsunami immigratorio che si sta abbattendo sull’Italia.
Fermare le imbarcazioni e allontanarle nelle acque internazionali, costringere le navi ad approdare nei porti della loro bandiera di appartenenza, accertare responsabilità e speculazioni sullo sfruttamento del traffico di esseri e di organi umani, sequestrare e disarmare le imbarcazioni che trasgrediscono; Questi i provvedimenti urgenti ed indifferibili!
Forza Nuova ha da sempre preso posizione per una totale chiusura delle frontiere e per una remigrazione degli immigrati sbarcati verso i loro paesi di origine con un massiccio umano rimpatrio. A fronte di questi provvedimento bisogna avviare un vero piano di aiuti verso le economie povere degli altri continenti dove purtroppo oligarchie straricche affamano i loro popoli utilizzando gli aiuti inviati in acquisto di armi e in spese per lusso sfrenato lasciando la stragrande parte della popolazione nella fame e nella miseria.
Il governo italiano e l’Unione Europea anziché fomentare guerre nell’est dell’Europa investano le risorse per aiutare e seguire nello sviluppo economico e sociale le zone di provenienza di questi immigrati che cercano fortuna nei nostri territori andando spesso ad ingrossare le fila del malaffare e creando quartieri ghetto che stanno sfigurando profondamente quelle che erano una volta le più belle città del mondo.
Forza Nuova dice basta agli sbarchi nei porti e sulle coste ed è pronta a mobilitarsi con azioni di protesta contro questa invasione programmata e sostenuta da chi vuole cancellare e sostituire il  nostro Popolo, la nostra Cultura, la nostra Religione e la nostra Identità.

Giuseppe Bonanno Conti – (Segretario regionale Forza Nuova Sicilia)

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