V. Mannello: “Ma quale ‘liberazione della Sicilia’…”

Rubrica: “Dite la Vostra” su Catania CreAttiva

24 aprile 2022 – (Articolo inviato da Vincenzo Mannello)

Credevo che, dopo circa 79 anni dalla Invasione della Sicilia da parte degli Alleati, si fossero superate le pregiudiziali ideologiche di quanti parlano o scrivono dello Sbarco del 10 luglio 1943 e successivi avvenimenti.

Molti segnali, nell’ultimo decennio, andavano in questo senso e, grazie pure alla coraggiosa ed incessante opera di studiosi indipendenti, molte cose sono andate al loro posto.
Innanzitutto la rivalutazione dei “soldati italiani” che, lungi dal racconto interessato dei vincitori e dei loro servitori, si batterono con coraggio ed onore al fianco delle truppe tedesche per difendere la Sicilia fino al 17 agosto, giorno del traghettamento in Calabria.
Tutto al netto dei tradimenti di alcuni alti comandi militari (Supermarina ed ammiragli in testa) che non fecero “uscire la flotta” e consegnarono intere piazzaforti super armate (Pantelleria, Lampedusa ed Augusta) al nemico senza far sparare un solo colpo di cannone .. tralasciando le batterie costiere ed i treni armati.
E, piaccia o meno agli “studiosi resistenziali”, con l’attivo contributo della mafia siciliana ed americana, sul quale è inutile soffermarsi.
Oggi mi ritrovo a leggere su La Sicilia di Catania un articolo di una “docente di Storia e Filosofia” che, fosse stato scritto da un capo partigiano del “triangolo della morte modenese”, avrebbe almeno avuto una giustificazione (solo) ideologica.

Una serie di elencazione di eventi ed episodi tutti interpretati “a senso unico”. Legittimamente, ci mancherebbe altro, ma pure chi non sia un docente può e deve confutare quelle che ritiene  “inesattezze”.
Prima cosa: come scritto sopra, MAI gli Alleati hanno definito la Operazione Husky “liberazione” della Sicilia .. ma sempre “piano di Invasione”.
La cosiddetta “liberazione” va riferita esclusivamente agli eventi successivi all’8settembre 1943 che, con buona pace dei resistenzialisti al potere, personalmente definirò per tutta la vita ” frutto avvelenato del tradimento e della occupazione americana”.

Seconda precisazione : la docente scrive di “eccidio nazifascista” a Castiglione di Sicilia e riporta a 49 vittime il totale di quelle “precedenti” le stragi successive  sul continente.
Ebbene, mi si perdoni l’ignoranza, ma già è inesatto sia il termine “nazista”, sia la attribuzione “fascista” affibbiata al tragico evento.
Le truppe combattenti vanno identificate storicamente per nazionalità, non per ideologia. Erano truppe tedesche, non può sapere se i militari fossero tutti nazionalsocialisti (termine corretto per quanti aderissero al partito).
Si definiscono forse liberalcapitalisti quelli che sbarcarono il 10 luglio sulle spiagge sicule ?
E che, per inciso, si macchiarono di crimini di guerra ben prima dei tedeschi?
Fa bene allora Putin, secondo l’articolista, a definire “nazisti” gli ucraini che combatte?
E come può essere attribuita la strage ai “fascisti” se questi non erano neppure presenti fisicamente in loco? Sempre con il massimo rispetto dovuto a TUTTE le vittime civili dei conflitti, resta il fatto che a Castiglione di Sicilia (come pure, prima, a Mascalucia) a causare il tutto sembra proprio sia stato l’assassinio di militari germanici compiuto da civili armati per depredarli.
E, purtroppo è così, le convenzioni di guerra ammettono la rappresaglia che può (disgraziatamente) anche degenerare in peggio.
Mi fermo qui ed affido quanto sopra alle “persone di buona volonta”, quelle che ragionano con la propria testa e sentono anche le ragioni degli “altri” per farsi una opinione. Leggete l’articolo della signora Grazia Messina e decidete voi…
👇👇👇
Grazie per l’attenzione.
✍️Vincenzo Mannello
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🔍Approfondimenti: ⤵️
http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/Castiglione%20di%20Sicilia%203-8-1943.pdf

https://www.linformazione.eu/2017/08/la-prima-strage-nazista-in-italia-castiglione-di-sicilia-ricorda/

 

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