V. Mannello sul blocco merci russe in Lituania: “Amici miei, qui finisce male”

22 giugno 2022 –  di VINCENZO MANNELLO

Ho appena appreso maggiori dettagli sulla decisione della Lituania di attuare il blocco di accesso alla enclave russa di Kaliningrad per le “merci soggette alle sanzioni” e la conseguente risposta di Mosca al governo di Vilnius, ai vertici comunitari e pure agli Stati Uniti.
Non posso e non voglio impegnare chi dovesse leggere con riferimenti a corsi e ricorsi storici, peraltro interpretati dalle parti sempre faziosamente.
Richiamo solo il ricordo di cosa avvenne per Danzica (di fatto la II Guerra Mondiale) per far comprendere come “assediare” una città-piazzaforte, negando agli abitanti di poter ricevere null’altro che “beni di prima necessità”, sia solo una folle provocazione che rischia di far precipitare una situazione già “sul filo di rasoio”.
Un paio di cose faccio presente ..
Le “sanzioni” statunitensi, ueiste e di altri stati servi di Washington, non hanno alcuna legittimazione internazionale.
Non è stata l’ONU a deciderle ma, come al solito, Biden ed il codazzo che gli sta dietro.
Di per sé sono un atto di guerra economica, dichiarato contro uno stato per fiaccarne la capacità di reazione e resistenza ai voleri del Grande Satana statunitense.
Operazione vista e rivista nei secoli precedenti per centinaia di volte.
Ricordo pure cosa fecero gli americani quando, a Berlino ovest, la Unione Sovietica tentò di strangolare la parte sotto controllo alleato con un rigido blocco su ogni tipo di trasporto ferroviario e stradale.
Tra il 1948 ed il ’49 si arrivò quasi allo scoppio di un nuovo conflitto perché Truman non volle cedere a Stalin e, alla fine del braccio di ferro, il comunista venne a più miti consigli.
Ora, per non farla troppo lunga, Putin sta sempre più spingendo la propaganda ai richiami del patriottismo dell’epoca: proprio quelli staliniani della “vittoria sul nazismo” da parte del popolo russo.
Vista la piega presa in Ucraina dove, dal 2014, ha inutilmente cercato una pacifica soluzione ai problemi del Donbass ed al golpe organizzato dagli USA per destituire il filo-russo Janukovic, non credo proprio che la farà passar liscia alla arrogante decisione di Vilnius. A costo di strafottersene dell’art.5 della NATO, citato da Washington, che “obbliga” gli Stati Uniti ad entrare in guerra a fianco di un “socio” aggredito.
Ovviamente glissando sul fatto che, come avvenuto con l’Ucraina, la povera vittima se la sia proprio cercata.
Strano, sembra davvero fatto tutto apposta…
Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello
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English –  (Google translation from Italian text) ⤵️

🔴 My friends, it ends badly here😏

 I have just learned more details about Lithuania’s decision to block access to the Russian enclave of Kaliningrad for “goods subject to sanctions” and Moscow’s subsequent response to the Vilnius government, EU leaders and even the United States.

 I cannot and do not want to bind those who should read with references to historical courses and appeals, however, always interpreted by the parties biased.

 I only recall the memory of what happened to Gdansk (in fact World War II) to make people understand how to “besiege” a city-stronghold, denying the inhabitants to be able to receive anything other than “basic necessities”, just a madman provocation that risks precipitating a situation already “on the razor’s edge”.

 A couple of things I mention ..

 The “sanctions” of the United States, the EU and those of other Washington servants have no international legitimacy.

 It was not the UN that decided them but, as usual, Biden and the bunch behind him.

 In themselves they are an act of economic warfare, declared against a state to weaken its ability to react and resist the will of the Great American Satan.

 Operation seen and reviewed in previous centuries for hundreds of times.

 I also remember what the Americans did when, in West Berlin, the Soviet Union tried to strangle the part under Allied control with a rigid blockade on all types of rail and road transport.

 Between 1948 and 1949 a new conflict almost broke out because Truman did not want to yield to Stalin and, at the end of the tug-of-war, the Communist came to milder advice.

 Now, not to make it too long, Putin is increasingly pushing the propaganda to the appeals of patriotism of the time: precisely the Stalinist ones of the “victory over Nazism” by the Russian people.

 Given the turn taken in Ukraine where, since 2014, it has unsuccessfully sought a peaceful solution to the problems of the Donbass and the coup organized by the US to dismiss the pro-Russian Janukovic, I don’t think it will get away with the arrogant decision of Vilnius.

 At the cost of overdoing the article 5 of NATO, cited by Washington, which “forces” the United States to go to war alongside an attacked “partner”.

 Obviously glossing over the fact that, as happened with Ukraine, the poor victim was really looking for it.

 Strange, it really seems to be done on purpose ..

 Thanks for your attention

 Vincenzo Mannello

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